Il cardinale Vicente Bokalic Iglic, arcivescovo di Santiago del Estero e primate d'Argentina Il cardinale Vicente Bokalic Iglic, arcivescovo di Santiago del Estero e primate d'Argentina

Argentina, Bokalic: da Leone messaggio sull'importanza dell'impegno sociale cristiano

Il cardinale primate d'Argentina accoglie con gioia la visita di novembre del Papa: "Il nostro umile popolo ama il Santo Padre", dice ai media vaticani. "È sempre stato così, con tutti. Il suo un messaggio pastorale: come Francesco, Leone si impegna a fondo affinché la fede si manifesti nei fatti, nello sviluppo delle persone, nel denunciare profeticamente mancanze e ingiustizie"

Vatican News

"Per noi è una gioia immensa, perché il nostro popolo, il nostro umile popolo, ama il Papa. È sempre stato così, e con tutti". Con queste parole il cardinale Vicente Bokalic, arcivescovo di Santiago del Estero e primate d'Argentina, commenta l'annuncio ufficiale - lo scorso 5 agosto - della visita di Papa Leone XIV in Argentina, nell'ambito del lungo viaggio apostolico in America Latina. "Il significato del messaggio che Leone XIV lascerà al nostro continente si riferirà sicuramente alla dimensione sociale della fede", spiega il porporato, di origine slovena, missionario vincenziano, in una intervista con i media vaticani.

Impegno cristiano

"Come Francesco", Papa Leone "si impegna a fondo affinché la fede si manifesti nei fatti, sia coinvolta nello sviluppo del nostro popolo, nel denunciare profeticamente le carenze, le mancanze, le ingiustizie, le tribolazioni e le violazioni dei diritti umani, nonché la grave situazione di povertà che si sta diffondendo in molti centri a fronte di una politica economica che non promuove tutti allo stesso modo", sottolinea Bokalic. "Papa Leone darà grande importanza all'impegno cristiano per l'ordine sociale e, in questo senso, metterà in luce tutta la questione dei laici, fondamentali nell'esercizio dell'impegno a partecipare alla vita sociale, economica e comunicativa, e a tutto ciò che riguarda il raggiungimento dei luoghi più difficili, dove la vita stessa è minacciata e tante persone sono attualmente escluse da una vita dignitosa".

Un messaggio pastorale

Quello che il Pontefice porterà al Paese sudamericano, sarà dunque, secondo il cardinale, "un messaggio pastorale, perché si tratta di una visita pastorale e apostolica", ma "soprattutto una visita alla Chiesa come comunità ecclesiale". "Leone - aggiunge il primate d'Argentina - ci ha ribadito in diverse occasioni, soprattutto nei Concistori, la validità e la rilevanza dell'Evangelii Gaudium: la centralità del kerygma nelle particolarissime circostanze del nostro tempo. La sfida del mondo moderno in cui viviamo è quella di ritornare all'essenziale, al kerygma, di presentarlo come qualcosa di vivo che indica la via pastorale".

La pace giusta

Fin dall’inizio di questo pontificato, sottolinea ancora il porporato, "la parola ‘pace’ emerge con forte enfasi come un grido dell’umanità e del cuore umano, il bisogno di una pace giusta che rispetti la dignità della persona umana. Una pace che nasce dalla fraternità, dalla solidarietà, dalla giustizia, dal mettere al centro i più vulnerabili, i più poveri delle nostre società. In definitiva, è questo che definisce la pastorale: le persone al centro, soprattutto i più indifesi e i più poveri".

"Certamente - osserva ancora Bokalic - il Papa insisterà molto su questo e ci lascerà del materiale su cui continuare a meditare e ad approfondire la questione anche dopo la sua visita; un compito che spetta a tutti, ma soprattutto ai vescovi. Ciò che il Papa è, ciò che mostra, può aiutarci in questo cammino di integrazione nelle comunità, concentrandoci sulle realtà sociali, politiche ed economiche illuminate dal Vangelo, che è Gesù Cristo. Credo inoltre che questi siano elementi chiave per prepararci alla sua visita di novembre".

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10 agosto 2026, 10:58