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Udienza ai partecipanti al Convegno della Fondazione Centesimus Annus

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Questa mattina, nell’udienza ai partecipanti al Convegno della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice su “Crescita inclusiva per sradicare la povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile per la pace”, il Papa ha chiesto un nuovo sguardo nell’economia, che veda in ogni persona, prima che un cliente, un fratello da rispettare nella sua dignità: solo così potremo lottare “contro i mali della speculazione” che “alimenta i venti di guerra".  Tutto nasce da come si guarda e “non guardare mai nessuno dall’alto in basso è lo stile di ogni operatore di pace”. E’ la conversione dello sguardo invocata da Francesco nel discorso, dopo aver sottolineato che “Lo sviluppo è inclusivo e integrale o non è sviluppo”.

La crescita inclusiva trova il suo punto di partenza in uno sguardo non ripiegato su di sé, libero dalla ricerca della massimizzazione del profitto. La povertà non si combatte con l’assistenzialismo. No! L’anestetizza ma non la combatte così.

Il Papa ricorda che “La porta della dignità di un uomo è il lavoro”. E chiarisce che “senza un impegno di tutti per far crescere politiche lavorative per i più fragili, si favorisce una cultura mondiale dello scarto”. Ognuno di noi, nel suo piccolo, deve poi “farsi promotore di questo modo differente di guardare il mondo.

Siamo tutti fratelli e sorelle, e se io sono il proprietario di un’azienda, questo non mi legittima a guardare i miei dipendenti con aria di sufficienza. Se sono l’amministratore delegato di una banca, non devo dimenticare che ogni persona va trattata con rispetto e cura.

08 ottobre 2022