Dopo il caffè - Le forme del congedo
Dopo il caffè - di Marcello Filotei
Tre modi diversi di pensare il congedo attraversano questa puntata: la severità classica di Franz Joseph Haydn, l’ombra fragile di Lili Boulanger, la memoria senza enfasi di Johannes Brahms.
La Sinfonia n. 44 in mi minore, Hob. I:44, “Trauer” di Haydn, eseguita da Austro-Hungarian Haydn Orchestra diretta da Adam Fischer, apre il percorso con una tensione trattenuta, in cui il dolore non diventa scena, ma forma. Con D’un soir triste, Lili Boulanger sposta l’ascolto verso una materia orchestrale più instabile, dove la tristezza agisce nel timbro, nell’armonia, nelle sospensioni del suono; l’esecuzione è affidata alla Luxembourg Philharmonic Orchestra diretta da Mark Stringer. La Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op. 90 di Brahms, interpretata dai Wiener Philharmoniker diretti da Karl Böhm, chiude il programma senza clamore: non con una vittoria proclamata, ma con una progressiva decantazione della memoria.
Una puntata sul congedo come esperienza musicale: non semplice malinconia, ma capacità della forma di accogliere, trasformare e lasciare andare.