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2023.04.30 Miles Davis, trombettista jazz

Celebriamo il Jazz con Miles Davis

Spazio EBU - di Marco Di Battista

Con il concerto dal vivo al Bozar-Palais des Beaux Arts di Bruxelles del 1982, abbiamo voluto celebrare la Giornata Internazionale del Jazz e onorare il centenario di Miles Davis. Un artista che ha fatto del suono della sua tromba non solo uno strumento, ma una vera e propria estetica del Novecento. La presente registrazione è una rarità che esce fuori dagli archivi della radio belga e fa parte di un progetto dedicato al celebre trombettista. Con Miles Davis suonano: al basso un prodigioso Marcus Miller (Qui ha appena 23 anni, ma il suo tocco, la tecnica dello slap così percussiva e nitida, è l'ancora armonica e ritmica di tutto il gruppo). Alla chitarra c'è Mike Stern. Miles lo aveva sentito suonare e aveva preteso da lui un suono che descriveva come 'grasso', saturato. Stern porta in questa band un graffio quasi rock, un'eco hendrixiana che crea un contrasto brutale e magnifico con i sussurri della tromba di Davis. Ai sassofoni (tenore e soprano) e al flauto, un omonimo illustre: Bill Evans. Un compito ingrato, il suo: sedere sulla sedia che era stata di giganti come John Coltrane e Wayne Shorter. Eppure, Evans risponde con un lirismo e un virtuosismo che si incastrano perfettamente nel mosaico davisiano. E infine, la poliritmia, il vero motore sinfonico della band. Da un lato Al Foster alla batteria, l'unico musicista che Miles aveva voluto tenere con sé dalla band degli anni '70: Foster è il cronometro inossidabile, capace di oscillare tra lo swing e il funk più terroso. Dall'altro lato, Mino Cinélu alle percussioni, che ricama sui tamburi di Foster una ragnatela di suoni latini ed esotici, riempiendo ogni spazio lasciato vuoto dal silenzio della tromba.

30 aprile 2026