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2026.07.16 Louis Spohr nel 1824

Consolazione e speranza nell'Apocalisse di Louis Spohr

Spazio EBU - di Marco Di Battista

Il 24 marzo 1826, Venerdì Santo, nella Martinskirche di Kassel debuttava Die letzten Dinge (letteralmente Le ultime cose ma tradotto anche come il Giudizio Universale) di Louis Spohr (1784-1859). Fu un successo, forse perché l'oratorio presentava un testo dell'Apocalisse di San Giovanni (libretto di Johann Friedrich Rochlitz) come momento di speranza e di spiritualità, non di terrore. Quando il testo descrive i cataclismi – i terremoti, la caduta di Babilonia, le tempeste – l'orchestra si infiamma con tremoli d'archi, dissonanze marcate e un uso imponente degli ottoni, spingendosi verso una tensione armonica allora inconsueta. Ma queste tempeste sonore sono sempre brevi, quasi trattenute. Vengono subito seguite e risolte dai cori angelici, da melodie di una purezza adamantina, che culminano in grandiosi inni di lode di matrice haendeliana e haydniana. L'opera è in due parti: L'adorazione e i Sigilli e Il Giudizio e la nuova Gerusalemme. La registrazione dal vivo è del 6 aprile 2025 ed è stata effettuata presso la Chiesa cattolica di Unterägeri. Gli interpreti: Chelsea Zurflüh, soprano, Salome Cavegn, contralto, Nino Aurelio Gmünder, tenore, Balduin Schneeberger, basso-baritono, Choir Audite Nova Zug, Zuger Sinfonietta. Tutti diretti da Philipp Schmidlin

30 luglio 2026