Zoom - Roberto Ottaviano "Dark Sides"
ZOOM - di Luigi Picardi
In collegamento da Bari con Roberto Ottaviano, saxofonista e compositore, per presentare il suo nuovo album 'ROBERTO OTTAVIANO – Dark Sides', pubblicato da Dodicilune; il maestro barese è qui impegnato al sax soprano e al clarinetto. Al suo fianco Peppe Frana (oud), Luca ‘DJ Rocca’ Roccatagliati (elettroniche, loops, sampling), Giorgio Vendola (contrabbasso, elettroniche), Ermanno Baron (batteria e percussioni). “Dark Sides” è al tempo stesso una band e un progetto discografico che mi proietta in una dimensione nuova: un viaggio tra suoni acustici di altre latitudini, come quelli dell’oud, e suggestioni elettroniche generate da sampler, loop e processori. Un racconto emotivo che prende forma attraverso composizioni originali, l’improvvisazione libera e brani accuratamente selezionati da fonti diverse: le Dark Sides del mondo contemporaneo. Il lato oscuro dell’umanità si manifesta in molteplici forme – dalle atrocità dei genocidi alle sofisticate manipolazioni finanziarie delle grandi holding. Eventi distanti per modalità, ma uniti da un filo conduttore comune: il potere, l’avidità e la volontà di sopraffazione. In questo contesto, la musica diventa un atto di resistenza e consapevolezza per sfuggire alla tentazione di autoriferirsi a sè stessa. Gabriel’s Message, si ispira al canto natalizio basco “Birjina gaztetto bat zegoen”, evocando l’Annunciazione con toni delicati e spirituali. Bridal Ballad, composto da Jocelyn Pook per l’adattamento Shakespeariano de Il Mercante di Venezia, trasmette un’inquietudine sottile che si insinua nella bellezza. Syte, con le sue radici balcaniche, è un brano viscerale, teso tra ritmo e malinconia. Goin’ Home, tratto dalla Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák, richiama il bisogno di un ritorno, fisico o interiore, verso un altrove perduto. Questi brani, insieme ai miei originali, all’improvvisazione e alla ricerca sonora, sono testimonianze. Ogni nota è un gesto che cerca di restituire umanità, memoria e senso critico in un tempo che troppo spesso li smarrisce. (Roberto Ottaviano)