Ep. 6 - Confidenze di Michelangelo
Il sesto e ultimo episodio del podcast I segreti del Giudizio, realizzato da Paolo Ondarza con la collaborazione dei Musei Vaticani, è un congedo intenso e partecipe da un’esperienza unica: quella vissuta “a tu per tu” con il capolavoro di Michelangelo Buonarroti durante le settimane della manutenzione straordinaria.
Al centro del racconto c’è la conclusione dei lavori e lo smontaggio del ponteggio, vissuti con emozione dai restauratori e dallo stesso autore. Il restauratore capo Paolo Violini condivide il sentimento di chi ha lavorato a stretto contatto con l’affresco: «un po’ ci è dispiaciuto vedere che il ponteggio veniva smontato perché non saremmo più saliti a tu per tu con quelle figure».
L’episodio rivela una scoperta importante sulla tecnica di Michelangelo emersa durante l’intervento: Violini condivide in anteprima ciò che sarà oggetto di una prossima pubblicazione delle Edizioni Musei Vaticani.
Accanto a lui interviene Fabio Morresi, responsabile del Gabinetto Ricerche Scientifiche, che descrive il senso del lavoro compiuto con un’immagine efficace: «viviamo l’emozione di aver contribuito all’emozione di tutte le persone che lo visitano», paragonando la restituzione dell’opera al pubblico alla guarigione di un paziente.
Significativo anche il contributo di Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, che interpreta il disagio dei visitatori di fronte all’opera coperta come parte di un’occasione irripetibile: «partecipano a un momento unico che ci auguriamo che non capiterà se non fra 40 anni», ricordando la responsabilità di lavorare “per l’eternità”, pur nella dimensione storica del presente.
Il racconto si intreccia con memorie storiche – da Biagio Biagetti a Ugo Ojetti – e con le voci dei visitatori, tra delusione e stupore, fino alla rivelazione finale: il Giudizio Universale torna visibile, liberato dalla “nebbia” che ne attenuava i colori.
L’episodio si chiude con una nota personale e quasi intima: Ondarza lascia la Cappella Sistina con gratitudine e nostalgia, consapevole di aver vissuto un’esperienza irripetibile. Il riferimento al progetto mai realizzato di Biagetti, “Confidenze di Michelangiolo”, diventa simbolo del senso profondo di questa serie: un dialogo ravvicinato con il genio.
È dunque un finale che riassume l’intero percorso: non solo il racconto di un intervento conservativo, ma un viaggio dentro il mistero creativo di Michelangelo, reso accessibile grazie al lavoro di chi custodisce e tramanda la bellezza.
Conservare per condividere: è in questo equilibrio che il Giudizio continua a parlare al mondo, svelando – oggi come ieri – le confidenze senza tempo di Michelangelo.