Amianto: in Italia in ritardo la bonifica. Insieme geologi e medici per chiedere soluzioni - seconda parte
Cura e conduzione: Paola Simonetti
Ospiti: Vincenzo Giovine, vice presidente del Consiglio Nazionale dei geologi
dott. Nicola Rotolo, chirurgo toracico all’Università dell’Insubria.
Amianto, una fibra utilizzata nei decenni passati per costruire, produrre qualunque tipo di oggetto, presente fra le mura dei palazzi, nelle strutture delle tubature dell’acqua, perché resistente, versatile. Peccato che la sua pericolosità è venuta a galla solo quando era troppo tardi. Le microfibre di questo insieme di minerali sono altamente cancerogene. Per questo 27 anni fa, la legge 257/92 l’ha messo al bando, anche se purtroppo continua minacciare la salute dei cittadini e l'ambiente.
Secondo i dati dell'Osservatorio Nazionale Amianto sono ancora 6000 le vittime ogni anno di amianto in Italia, persone che magari avevano inalato una sola fibra 30 anni fa. Già perché il tumore più aggressivo, il mesotelioma pleurico, può rimanere silente così a lungo e comparire quando ormai non c’è più nulla da fare. Un rapporto recente di Legambiente ci dice che sul territorio nazionale sono 370 mila le strutture, dove è presente amianto, censite al 2018 dalle Regioni per un totale di quasi 58 milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto.
Dentro ci sono uffici pubblici fra cui moltissime scuole, ma anche naturalmente anche abitazioni private. Le procedure di bonifica e rimozione dall'amianto nel nostro Paese sono ancora in forte ritardo: sono 6869 gli edifici pubblici e privati bonificati ad oggi su un totale, ancora sottostimato, di 265.213. Dunque, lenta, lentissima la bonifica dell’amianto per mappatura incompleta dei luoghi in cui è presente, difficoltà di smaltimento non solo per la difficile individuazione di aree dove farlo, ma anche per i costi e mancanza di divulgazione fra i cittadini. Di questo ha parlato un nutrito gruppo di esperti lo scorso lunedì in un convegno, organizzato al Cnr di Roma, dal Consiglio Nazionale dei Geologi e dalla Società Italiana di Medicina Ambientale.