Cerca

No della Consulta all'ergastolo ostativo: rischio per la collettività o diritto di riscatto? - seconda parte

Cura e conduzione: Paola Simonetti 

Ospiti: 

Alessio Scandurra - Coordinatore dell'osservatorio sulle condizioni di detenzione dell'associazione "Antigone"

Maria Falcone - Presidentessa della Fondazione Falcone  

A due settimane dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo è arrivata anche la decisione della Corte costituzionale italiana sull’ergastolo ostativo: è illegittimo e dunque anche i giudici italiani bocciano l’articolo 4 bis, comma 1 dell’Ordinamento penitenziario. L’ergastolo ostativo è stato introdotto in Italia con la legge numero 356 dell’agosto del 1992, nei mesi successivi alla morte dei magistrati Falcone e Borsellino. È un carcere a vita che non prevede benefici né sconti di pena in assenza di collaborazione con la giustizia da parte del condannato. La decisione europea nasce dal caso di Marcello Viola, pluriergastolano affiliato alla ‘ndrangheta che aveva presentato ricorso a Strasburgo per chiedere l’applicazione di permessi-premio e libertà condizionale che in passato gli erano stati negati. Ora potrà tornare davanti al giudice con le sue richieste. Non sono mancate le polemiche di una parte di opinione pubblica e politica che punta il dita contro questa decisione considerandolo come un piccone che distrugge la lotta alla mafia, visto che i 900 ergastolani attuali sono quasi tutti mafiosi e terroristi, persone che dovrebbero collaborare fattivamente per far sapere chi sono i complici e far emergere la verità su omicidi e stragi, quella che attendono da tempo le famiglie delle vittime. D’altro canto c’è chi considera una conquista questa sentenza perché riconosce a qualunque detenuto il diritto di poter avere riscatto e reale riabilitazione.

25 ottobre 2019