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Le voci dell'arte 31.01.2026

LE VOCI DELL’ARTE —15 PT 310126

 

Le Voci dell’Arte tornano a intrecciarsi.

Tornano a cercare, tra immagini e parole, quel punto in cui l’arte smette di essere ornamento

e diventa interrogazione.

È da qui che partiamo oggi, con due attraversamenti diversi e complementari:

una grande mostra dedicata a Giorgio de Chirico,

e uno spettacolo teatrale che scava nel dolore, nel femminile, nella possibilità di trasformazione.

 

GIORGIO DE CHIRICO. L’ULTIMA METAFISICA

 

Modena, Palazzo dei Musei — 29 novembre 2025 / 12 aprile 2026

Modena celebra Giorgio de Chirico con la mostra

Giorgio De Chirico. L’ultima metafisica, ospitata nella nuova ala del Palazzo dei Musei.

La mostra, a cura di Elena Pontiggia,

si concentra sul decennio 1968–1978,

quando De Chirico, a ottant’anni, inaugura la sua stagione neometafisica.

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Le voci dell’arte tornano a intrecciarsi anche nel teatro

Un teatro che ascolta, che scava che non teme il dolore ma lo attraverso con ironia e lucidità

MISURARE IL SALTO DELLE RANE

 

Uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo con la drammaturgia di Gabriele di Luca, e la regia di Gabriele di Luca e Massimiliano Setti

Premio della Critica A.N.C.T. 2025 – Miglior Spettacolo

Interpreti femminili: Elsa Bossi Chiara Stoppa e Noemi Apuzzo che danno corpo e voce a Lori, Betti e Iris.

Tre età, tre mondi, tre stagioni della vita che si specchiano l’una nell’altra.

Un racconto che alterna dolore e ironia, lirismo e comicità caustica, e che indaga la condizione umana contemporanea attraverso il femminile.

 

COME IN UN FILM — 

Schindler’s List

 

Siamo andati in onda dopo il Giorno della Memoria.

Ma la memoria, quando è autentica, non ha calendario.

Per questo, Come in un film, scegliamo Schindler’s List (1993), diretto da Steven Spielberg.

Un film che racconta la storia di Oskar Schindler e di oltre mille vite salvate durante la Shoah.

Un racconto che sceglie il bianco e nero come lingua morale, e affida alla musica il compito di sostenere ciò che le immagini non possono dire.

La colonna sonora è firmata da John Williams. Nasce da una prpofonda esitazione, williams stesso disse a spilberg di non sentiresi all’altezza di raccontare  musicalmente un dolore così grande .

Il risultato è una colonna sonora ridotta all’essenziale affidata nel tema principale, a Itzhka Perlman è una linea essenziale, fragile, trattenuta.

Una musica che non accompagna: veglia.

Non chiede emozione: chiede ascolto.

31 gennaio 2026