Ep. 38 - Una voragine irreparabile
Seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran, in queste ore drammatiche. La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile. Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace. (Papa Leone XIV, Angelus, 1 marzo 2026)
All’Angelus di domenica 1° marzo 2026 Papa Leone ha parlato della drammatica situazione in Medio Oriente, a un giorno di distanza dal massiccio attacco americano e israeliano contro l’Iran, che ha provocato la morte dell’Ayatollah Khamenei e di altri leader del Paese, e che ha provocato - secondo le fonti iraniane - anche la morte di centinaia di bambine e ragazze in una scuola che sorgeva accanto a una base militare. C’è, nell’appello del Successore di Pietro, la chiara consapevolezza che la pace non si realizza con le armi: lo insegna la storia recente di quell’area del mondo, ad esempio con quanto è accaduto in Iraq, dopo ben due guerre condotte dalle forze armate dei Paesi occidentali. Non deve sfuggire la gravità delle parole di Leone XIV: “tragedia di proporzioni enormi”, “voragine irreparabile”… Siamo sull’orlo del baratro, serve responsabilità morale, serve che la diplomazia ritrovi un ruolo. Servirebbe il diritto internazionale, che purtroppo appare sepolto sotto la coltre delle convenienze e delle ipocrisie, dato che alcune aggressioni giustamente ci indignano e provocano reazioni dei governi, mentre altre vengono accettate quasi in silenzio. Come pure servirebbe ricordare il rispetto, anch’esso purtroppo dimenticato, del più elementare diritto umanitario internazionale, che prevede di non colpire i civili, quotidianamente violato in Ucraina e sepolto sotto una imbarazzante coltre di silenzio a Gaza.
In questi giorni arrivano, inoltre, notizie preoccupanti di scontri tra Pakistan e Afghanistan. Elevo la mia supplica per un ritorno urgente al dialogo. Preghiamo insieme, affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti nel mondo. Solo la pace, dono di Dio, può sanare le ferite tra i popoli. (Papa Leone XIV, Angelus, 1 marzo 2026)
Il Vescovo di Roma, all’Angelus di domenica 1° marzo 2026, ha ricordato anche un’altra guerra dimenticata, che oggi è al di fuori dei radar della grande informazione, quella tra Pakistan e Afghanistan… I conflitti nel mondo sono purtroppo molti di più di quelli che ci vengono ricordati dai media. E sono altrettanto sanguinosi. Sono tasselli di quella Terza guerra mondiale “a pezzi” di cui parlava, oltre dieci anni fa, Papa Francesco.
Andrea Tornielli