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In Vaticano ong, cooperative e associazioni: insieme per il “bene” di chi sta ai margini

In Aula nuova del Sinodo, oggi, un incontro sinodale incentrato sui temi di immigrazione, carcere, povertà. È una delle nove tappe organizzate dalla “Fondazione Fratelli tutti” in vista del Giubileo 2025 per costruire reti e comunità di servizio che vanno incontro a chi soffre con iniziative concrete. Il cardinale Gambetti: “Riuscendo a fare corpo nella società, l’effetto si moltiplica anche nelle istituzioni e nelle visioni politiche"

Salvatore Cernuzio e Marco Guerra – Città del Vaticano

In cammino verso il Giubileo ma soprattutto in dialogo a livello sinodale per trovare soluzioni comuni e formulare proposte a favore di chi oggi è relegato ai “margini”. Quindi poveri, migranti, detenuti e tutti coloro che il Papa chiama vittime di quella “cultura dello scarto” che avvelena l’odierna società. Il Vaticano ha aperto le porte, oggi pomeriggio, a cooperative, case circondariali e di carità, congregazioni e istituti religiosi, fondazioni, ospedali, per il simposio “Ai margini della società”. Si tratta di uno dei nove “cammini giubilari sinodali” che, organizzati dalla Fondazione Fratelli tutti, istituita l’anno scorso, si svolgeranno nella Basilica di San Pietro fino al 2025, anno in cui si celebrerà, appunto, il Giubileo che Papa Francesco ha voluto dedicare al tema della speranza. Sono previsti tre appuntamenti per ciascun anno e per ciascun tema considerato fondamentale per costruire la fraternità e l’amicizia sociale. Quello di oggi, svoltosi in Aula nuova del Sinodo, che ha visto riunita una vasta rappresentanza di laici, era dedicato al tema della marginalità (la prima tappa, a giugno, riguardava la cura medica; la prossima, il mondo dei giovani).

Gambetti: valorizzare l'umanità 

Ad aprire i lavori il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fondazione, che ha citato la poetessa Alda Merini per illustrare “lo spirito con cui abbiamo pensato questi appuntamenti”: “Se cerchi un tesoro devi cercarlo nei posti meno visibili…”. Un modo per rimarcare il fatto che non solo la Chiesa, ma anche l’intero terzo settore può operare e cooperare “per condividere, promuovere e valorizzare l’umanità delle persone che camminano ai margini del bene comune”. Che non sono solo poveri, carcerati e immigrati, ma anche chi soffre a causa del lavoro nero, mal pagato, non pagato, o chi vive in condizioni di degrado materiale e spirituale.

Problematiche concrete, come concreti sono gli obiettivi di questo cammino sinodale che non insegue grandi ideali né vuole protrarsi nel lungo periodo, ma operare nell’immediatezza dell’urgenza data dalla sofferenza umana. “È il tentativo - ha spiegato Gambetti al banco dei relatori - di costruire una rete tra le realtà e le organizzazioni sociali che si occupano degli emarginati, convinti che, nel momento in cui si riesce a fare corpo nella società, l’effetto si moltiplica enormemente anche nelle istituzioni e nelle visioni politiche”.

Ascolta l'intervista al cardinale Mauro Gambetti

Mosaico sociale

L’immagine scelta per la locandina è simbolica in tal senso: Cristo che lava i piedi ai discepoli. Simbolica non solo per il significato del gesto, mettersi al servizio dell’altro, ma anche per l’idea stessa del mosaico, ha spiegato il gesuita padre Francesco Occhetta: “Un mosaico funziona solo se i tasselli sono tutti in ordine. Vi abbiamo convocato qui perché il servizio agli ultimi funziona se ogni tassello del mosaico sociale è in ordine e lavora insieme”.

Il cardinale Gambetti apre il Simposio "Ai margini della società"
Il cardinale Gambetti apre il Simposio "Ai margini della società"

Realizzare qualcosa a misura d’uomo

“Soltanto coinvolgendosi dentro la storia e coinvolgendo tutti dentro alla storia della società si può vivere veramente un Giubileo”, ha rimarcato poi Gambetti ai microfoni di Vatican News. “Nel momento in cui riusciamo a stringere patti di amicizia sociale e di alleanze tra noi riusciamo anche a pensare e realizzare qualcosa di diverso, a misura d’uomo, per il bene di tutti”.  

Un "tour nella bellezza"

Il lavoro è assolutamente bidirezionale: “Accogliamo i contributi della società civile e vogliamo intrecciarli con la dimensione più profonda che custodiamo qui nella Basilica vaticana, il carisma di Pietro, la spiritualità che rende bella questa Chiesa”, spiega l’arciprete. E proprio a San Pietro, con un “tour nella bellezza”, si conclude l’incontro di oggi che vede pure dei “laboratori di dialogo” per far conoscere, attraverso dei questionari, gli ospiti e permettere loro di rappresentare la propria realtà. “Lo spirito – sottolinea Gambetti – è sempre quello di far avvicinare le persone, aiutarle ad attingere a dimensioni più profonde”. Attraverso il bello, attraverso cioè la magnificenza dell’arte, si vuole “arrivare al mondo dello spirito”. “La ragione di questo incontro sta nella persona di Gesù, Lui è l’umanità. L’umanità bella, piena, anche sofferente. L’umanità in tutti i suoi risvolti, ma umanità divina”, afferma il porporato. “I diritti umani, per quanto sacrosanti, se non aspirano al Cielo, a diventare essi stessi vie di accesso all’infinito, al divino, sono monchi. Senza il Vangelo, non tanto come dottrina ma come persona di Gesù, siamo persi tutti”.

L'interno della cupola della Basilica di San Pietro
L'interno della cupola della Basilica di San Pietro

Cardoletti: la Fratelli tutti guida etico-morale 

Faro per i lavori e le diverse iniziative - presenti e future - è soprattutto l’enciclica Fratelli tutti, intorno alla quale ruota l’intera iniziativa. Lo sottolinea a Vatican News Chiara Cardoletti, rappresentante Unhcr (l’agenzia Onu per i rifugiati) per l’Italia, anche lei tra le relatrici. “L’enciclica del Santo Padre è la guida etico-morale per abbracciare la solidarietà umana. Nella sua concretezza è tradotta nel diritto internazionale. Vediamo similitudini molto importanti… La Fratelli tutti ci aiuta infatti tutti a ricordare che il diritto internazionale non è una cosa astratta, ma basata su valori, su principi importanti che hanno portato allo sviluppo della legge internazionale”.

In particolare, sul tema di rifugiati, sfollati e richiedenti asilo “la questione marginalità è centrale”, spiega Cardoletti: “Sono popolazioni che si ritrovano in condizioni di discriminazione e indifferenza. Dobbiamo perciò ricordarci che queste persone hanno gli stessi diritti e la stessa dignità di chiunque altro. La Fratelli tutti lo dice chiaramente: la fratellanza, l’uguaglianza, fanno parte del mondo di oggi e i rifugiati non possono essere esclusi da questa condizione”.

Ascolta l'intervista a Chiara Cardoletti

Gratitudine al Papa

A nome dell’Unhcr, la rappresentante esprime gratitudine al Papa che, dice, “ci ha aiutato a mettere in un linguaggio più comune e immediato valori fondamentali e obblighi internazionali”: “Sicuramente quello che oggi vediamo e sentiamo dal Papa è fondamentale per noi che portiamo avanti questo lavoro tutti i giorni”. E anche il Giubileo che la Chiesa universale celebrerà tra tre anni “sarà un momento molto importante con questo modo di mettere al centro la solidarietà, l’uguaglianza, la fratellanza”.

Un momento del Simposio in Aula nuova del Sinodo
Un momento del Simposio in Aula nuova del Sinodo

Santoro: il ruolo della Chiesa nella riabilitazione dei detenuti

Del legame tra Chiesa, culto, spiritualità e i percorsi e le azioni sociali per rimettere al centro chi è relegato nelle “periferie esistenziali” parla pure Rosella Santoro, direttrice della Casa circondariale ‘Raffaele Cinotti’ nel nuovo complesso di Rebibbia. Prima del suo intervento, incentrato su un lavoro svolto quotidianamente “al fronte”, Santoro sottolinea che: “Il tempo vuoto senza un obiettivo non è né collaborativo, né utile. Il tempo va riempito, bisogna offrire opportunità, garantire qualunque attività, e la Chiesa, il culto religioso ha un ruolo fondamentale in questo senso, perché sostiene il recluso, lo accompagna nel percorso riabilitativo. A volte riesce anche a far vedere a quella persona cose che dall’esterno non riusciva a comprendere. In questi momenti di riflessione all’interno del carcere, l’incontro con le persone, con gli operatori, offre un grande aiuto”.

Scopo del carcere, spiega la direttrice, è “riabilitare, rieducare le persone recluse al reinserimento sociale. Non bisogna mai dimenticare – dice - che per ogni persona c’è sempre una speranza, bisogna dare sempre una seconda chance. Le persone in carcere hanno sbagliato, pagheranno, ma devo avere una seconda possibilità”.  

Ascolta l'intervista a Rosella Santoro

I partecipanti

Tra le sigle che hanno aderito all’iniziativa vaticana figurano, tra le altre: Sos Mediterranea, Focsiv, Avsi, Enaip, Migrantes, Slaves no more,  Fondazione Casa dello Spirito, Cuamm, Confcooperativa, Coldiretti, Sant’Egidio, Auxilium, Baobab, Aipec, Acli, Centro Padre Arrupe, Comboniani, Gruppo Abele, Legacoop, Unicef, Talita Kum.

17 settembre 2022, 16:30