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Ai Musei Vaticani la Quaresima nel segno della speranza

Anche quest’anno nelle settimane che precedono la Pasqua i Musei del Papa propongono alcune visite speciali per entrare nel mistero della morte e resurrezione di Gesù. Suor Emanuela Edwards: “Ogni tour è a un’occasione unica di evangelizzazione attraverso il potente mezzo dell’arte. La bellezza delle opere ci porta da una considerazione superficiale alla contemplazione concreta della realtà dell'amore di Dio"

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

"Cristo è risorto! È veramente risorto!" La certezza della vittoria sulla morte avvenuta una volte per tutte in Gesù risuona nell’augurio pasquale che i cristiani si scambiano fin dai primi secoli  celebrando la Pasqua. Quella “speranza certa” che Francesco d’Assisi chiede all’Altissimo era ben radicata nella fede dei primi cristiani. Le testimonianze che di loro sono giunte fino a noi lo testimoniano. Ne è una prova il Sarcofago della Passione o Anàstasi collocato nel cuore del Museo Pio Cristiano all’interno dei Musei Vaticani. Parte da qui il tour guidato proposto in Quaresima per sei sabati consecutivi ai visitatori delle collezioni pontificie.

© Musei Vaticani
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Dalla superficie alla contemplazione

“L’arte”, spiega a Vatican News suor Emanuela Edwards, responsabile dell’Ufficio Attività Didattiche dei Musei Vaticani, “può essere un mezzo potente per ricordarci gli aspetti centrali della vita di Gesù, e in particolare dei misteri pasquali. I grandi capolavori ci aiutano a rivivere con una certa intensità gli eventi della Passione e della Risurrezione del Signore, perché la bellezza delle opere ci porta da una considerazione superficiale alla contemplazione concreta della realtà dell'amore di Dio posta davanti ai nostri occhi”.

Ascolta l'intervista a suor Emanuela Edwards

Arte e preghiera

Osservando i rilievi scolpiti sul marmo dei sarcofagi paleocristiani ci rendiamo subito conto di come l'arte contribuisca a creare una disposizione favorevole alla preghiera. Colpisce l’assenza della scena della crocefissione. Suor Emanuela Edward ne chiarisce subito le ragioni: “I primi cristiani usavano tipicamente analogie dell’Antico Testamento per simboleggiare la morte e la risurrezione del Signore come, ad esempio, Daniele nella fossa dei leoni o la storia di Giona perché trovavano la crocifissione troppo terribile da rappresentare”.

© Musei Vaticani
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La speranza della Resurrezione

“Nel sarcofago dell’Anastasi, la Resurrezione  è resa in modo simbolico con la croce sormontata dal monogramma di Cristo per mostrare che Egli ha ottenuto la vittoria sulla morte”. L’impotenza dell’uomo di fronte alla grandezza di questo mistero è invece affidata alla raffigurazione del sonno dei soldati. “I i primi cristiani erano certi che il Signore era risorto, e questa immagine esprime la loro convinzione che un giorno anche loro sarebbero risorti con Cristo, come dice san Paolo nella Lettera ai Romani. Questo grande sarcofago è ora per noi un mezzo per riflettere sulla speranza della Risurrezione”, aggiunge la religiosa.

© Musei Vaticani
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Una nuova vita

Dal potere del simbolo al realismo del Verbo fatto carne. Il tour prosegue nella Pinacoteca Vaticana dove di fronte alla Deposizione di Caravaggio lo sguardo di Nicodemo e la prospettiva della lapide ci rendono partecipi del dramma rappresentato da Michelangelo Merisi nel corpo senza vita di Cristo. Suor Emanuela Edwards invita a cogliere anche dettagli che sfuggono a una visita superficiale. Sono carichi di significato: “Nell’angolo in basso, segni di speranza emergono mentre una pianta prende vita, per significare una nuova vita e l’imminente vittoria di Cristo sulla morte”.

© Musei Vaticani
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Con noi, fino alla fine del mondo

Nelle Gallerie Superiori ci attendono gli arazzi della Scuola Nuova del XVI secolo. Ci soffermiamo di fronte alla Resurrezione in cui “Cristo emerge prepotentemente dalle tenebre del sepolcro con lo stendardo della vittoria”. A colpirci è lo sguardo che ci segue come a evocare le parole rese possibili dalla Risurrezione: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». La visita si conclude nella Cappella Sistina. La responsabile dell’Ufficio Attività Didattiche dei Musei Vaticani non ha dubbi: “Il Giudizio Universale è il capolavoro della speranza per eccellenza. In questo affresco vediamo la resurrezione dei morti, frutto del Mistero pasquale, realizzato in tutti i suoi gloriosi dettagli dall'artista fiorentino”.

© Musei Vaticani
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La potenza dell'arte

Il tour organizzato per la Quaresima, prenotabile online, è aperto a tutti, dalle famiglie con bambini alle persone con disabilità sensoriali, motorie e intellettive.

Un tour rivolto a tutti
Un tour rivolto a tutti

Tra i partecipanti ci sono “i curiosi della fede” e “i visitatori interessati al simbolismo artistico e religioso delle opere”: “Ogni tour - osserva suor Emanuela Edwards - è un'occasione unica di evangelizzazione attraverso il potente mezzo dell'arte”.

© Musei Vaticani
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Preghiera e speranza

Quest’anno lo sguardo è inevitabilmente proiettato al grande Giubileo del 2025 sul tema della speranza cristiana: l’auspicio degli organizzatori di queste visite speciali per la Quaresima ai Musei Vaticani è che contribuiscano a “trasmettere quell’amore alla preghiera e quei semi di speranza di cui la nostra fede pullula”.

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20 febbraio 2024, 15:05