Buon compleanno Radio Vaticana: 95 anni al servizio del Papa
Massimiliano Menichetti
Emoziona profondamente che a distanza di novantacinque anni la voce della Radio Vaticana continui a percorrere il mondo, portando ovunque l’annuncio del Vangelo, la speranza, la parola del Successore di Pietro, superando ogni confine, distanza, non lasciando nessuno da solo.
Oggi il pensiero inevitabilmente va a quel 12 febbraio del 1931 quando il primo a parlare dai microfoni della Statio Radiophonica Vaticana fu lo scienziato Guglielmo Marconi, a cui Pio XI aveva affidato il compito di progettare e costruire questo mirabile strumento di comunicazione e ai padri gesuiti di guidarla. Il padre della radio annuncia che per la prima volta la voce del Papa potrà “essere percepita simultaneamente su tutta la superficie della terra”, e in latino il Pontefice, con parole bellissime, invia il primo radiomessaggio della storia vaticana “a tutte le genti e ad ogni creatura”. Poi suonò un disco a 78 giri contente alcuni brani di una sinfonia di Beethoven.
Quell’intuizione del Papa attestò la fiducia nelle possibilità della tecnologia messa al servizio della comunicazione umana e della missione della Chiesa. Non fu un semplice esperimento tecnico, ma una scelta pastorale precisa, ovvero usare i mezzi più avanzati del tempo per raggiungere il cuore delle persone. Da quel momento la Radio Vaticana ha attraversato la storia: guerre e accordi di pace, miseria e aiuto, devastazioni e ricostruzione, esclusioni e accoglienza, trasformazioni sociali, politiche e tecnologiche, sempre portando l’annuncio cristiano, la luce della speranza, leggendo tutti i fatti con la lente della dottrina sociale. La Radio fino ad ora ha servito nove papi, ha aiutato a ricongiungere migliaia dispersi durante la Seconda Guerra mondiale, è stata un faro durante gli anni terribili dei totalitarismi, ha raccontato il Concilio Vaticano II, i Giubilei, le sfide della Chiesa universale, i tanti, troppi, conflitti come quelli recenti in Ucraina, Medio Oriente, Congo, Myanmar, Yemen, Siria... è stata ed è via di preghiera, informazione e formazione.
Il multiculturalismo è un tratto distintivo e chiave preziosa per leggere il mondo: le persone che oggi lavorano per l’emittente pontificia provengono da sessantanove nazioni e attraverso 34 redazioni - più una multimediale - nelle diverse lingue raggiungiamo le periferie geografiche ed esistenziali del mondo, dando voce a comunità spesso lontane dai grandi circuiti mediatici, accompagnando la vita delle Chiese locali. In molti Paesi, la Radio del Papa è stata per decenni - e talvolta lo è ancora - una presenza discreta ma fondamentale per le comunità cristiane e non solo.
In questi anni la Radio del Papa ha vissuto una trasformazione profonda all’interno del più ampio percorso di riforma della comunicazione avviata da Papa Francesco. La nascita del Dicastero per la Comunicazione e l’integrazione delle diverse realtà mediatiche in un sistema più unitario e coordinato hanno richiesto cambiamenti organizzativi, professionali e di visione. È stato un cammino non semplice che prosegue tutt’ora, ma animato dalla consapevolezza della nostra missione al servizio del Santo Padre, della Verità, in un contesto in continua trasformazione dove strumenti e linguaggi si rinnovano velocemente.
In questa direzione ci incoraggiano le parole di Papa Leone che più volte ha salutato con favore il nostro lavoro e richiamato l’importanza di unire, di servire la verità e di accompagnare la vita del Popolo di Dio attraverso una “comunicazione disarmata e disarmante”, capace di contribuire alla costruzione di una società più fraterna, solidale, accogliente, in pace.
La Radio Vaticana ha prodotto e alimenta l’ecosistema digitale di Vatican News che in 56 lingue - tra scritto, parlato e lingua dei segni - si esprime via onde radio, satellite, streaming, podcast, social media, video, piattaforme digitali.
Il novantacinquesimo compleanno di Radio Vaticana cade nell’era dell’intelligenza artificiale, una tecnologia che sta modificando profondamente anche il mondo dei media e della comunicazione. L’AI è senza dubbio un aiuto prezioso, uno strumento utile, ma l’algoritmo non può e non deve sostituire l’umano: il pensiero, la creatività, il giudizio.
Il nostro compleanno si intreccia dal 2012 con la Giornata Mondiale della Radio indetta dall’Unesco per il 13 febbraio e che quest’anno ha per tema: “AI is a tool, not a voice”. Un’espressione in profonda sintonia con il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, che richiama la responsabilità personale, il discernimento e l’insostituibile valore umano della comunicazione.
Radio Vaticana sempre attenta alle avanguardie tecnologiche certamente esplora questa frontiera dell’intelligenza artificiale, ma non derogherà mai alla consapevolezza che la radio è incontro tra persone, è parola che nasce da un volto, da una coscienza, da una responsabilità. In questo senso, la Radio del Papa continua a testimoniare che la tecnologia, fin dalle origini marconiane, è al servizio dell’uomo e non il contrario. Oggi, come nel 1931, la Radio del Papa prosegue nella sua missione: diffondere il messaggio del Vangelo, la voce del Papa e il magistero pontificio in tutto il mondo, incontrando comunità, essendo in ascolto, al servizio. Buon compleanno Radio Vaticana.
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