Elettra Marconi: della radio ci si può fidare più di qualunque altro mezzo
Massimiliano Menichetti
E’ un incontro straordinario quello con la Principessa Elettra Marconi, non solo perché nel suo appartamento in via Condotti, intriso di ricordi e dal quale il padre Guglielmo spingendo un pulsante illuminò, il 12 ottobre 1931, la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, ma per la forza e l’amore di una figlia che ha dedicato tutta la vita a divulgare, con amore sconfinato, il pensiero di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi.
Principessa lei è stata da sempre una grande sostenitrice della Radio Vaticana. Che cosa significa per lei il raggiungimento dei 95 anni dell'emittente pontificia?
È una data importantissima, perché nella vita di mio padre è stato un momento molto, molto bello, molto emozionante. Lui aveva molta fede in Dio e anche molta ammirazione e amicizia per il Santo Padre, Papa Pio XI. È sempre stato sostenuto dal Papa in Italia, perché conoscendolo… Anche il Papa aveva idee di ricercatore e seguiva le invenzioni, voleva sapere i dettagli, chiamava perché voleva sapere le novità che aveva creato.
Guglielmo Marconi progettò e materialmente costruì la Radio Vaticana, e nel 1931 ci fu l'inaugurazione. Che cosa raccontava lui di quell'esperienza?
Era tutto focalizzato sull'importanza della stazione Radio Vaticana, e – grazie a Dio – c'è quel bellissimo film Luce (dell’Istituto Luce), che ritrae mio padre che presenta, dopo essersi naturalmente accordato con il Papa per costruire questa stazione Radio, molto potente per tutto il mondo, e poter presentare il Papa al mondo, perché nelle sue parole bellissime - si possono vedere in video sul film Luce – è una presentazione meravigliosa che fa: quanto è consapevole, quanto è commosso mio padre… E il Papa come gli risponde: le parole stupende, intelligentissime di Pio XI. Mio padre ha fatto un lavoro… Il periodo più lungo che è rimasto a Roma, perché lui è rimasto qualche mese di seguito a Roma. Lui partiva sempre: andava a Londra, a New York… E proprio eccezionale è stato.
E io mi ricordo, perché dopo, tutte le volte che noi tornavamo, parlavamo sempre (del fatto che) il periodo più lungo era stato a Roma, perché seguiva e tutti i giorni andava in Vaticano, e anche tutti i giorni il Papa andava nei giardini del Vaticano per seguire, si vedevano: c'è il filmato e delle fotografie meravigliose. Poi un viale lo hanno chiamato: “Via Guglielmo Marconi”. Una fotografia di Sua Santità, il Papa Pio XI, che (gli) cammina accanto, in “via Guglielmo Marconi”.
Principessa, lei ha dedicato la sua vita a diffondere la conoscenza di suo padre. Che cosa ha significato per lei?
Ma per me era un dovere, e anche la gioia più grande, volevo andare in tutti i Paesi per ringraziare dell'accoglienza che mi avevano fatto, per le parole meravigliose, per la gratitudine che mi hanno dimostrato per l'invenzione di mio padre.
E sono andata – appunto – non solo in Brasile, molte volte – che poi è un Paese che adoro! – in Australia nove volte; in America naturalmente moltissime volte, perché lui ha attraversato per mare, sempre per mare, 87 volte l'Atlantico. Poi naturalmente adesso ci sono gli aerei…! Quindi Cina, Giappone, l'isola di Taiwan…
Insomma, un'avventura nell'avventura dell'avventura…
Un’avventura, e ho voluto anche portare Guglielmo, mio figlio, perché volevo che conoscesse quanto ammiravano mio padre, il nonno, perché mio padre con la radio ha unito tutti i Paesi del mondo.
La radio il 12 febbraio festeggia i 95 anni, e il 13 febbraio si tiene, per volontà dell'Unesco, il “World Radio Day”, la giornata proprio dedicata alla radio nel mondo. Quest'anno il tema riguarda l'intelligenza artificiale. E Il tema recita: “L'intelligenza artificiale è uno strumento, non è una voce”. Principessa lei che cosa pensa dell'intelligenza artificiale oggi?
Io penso che potrebbe essere positiva, però bisogna controllarla, che usino bene questi mezzi di comunicazione.
Che messaggio si sente di rivolgere oggi a chi lavora per la Radio Vaticana, in un tempo di grandi trasformazioni tecnologiche?
Gli mando tutto il mio affetto e tutta la mia riconoscenza. E che lavorino come ho lavorato io per ricordare mio padre, per rispettare mio padre.
Principessa, qual è il suo augurio per il compleanno della Radio Vaticana?
L’augurio che sia mostrata anche al pubblico, che ne parlino… Sì, vorrei poterli incontrare per dirglielo, ma forse questo è il modo migliore: comunicarlo attraverso la radio.
Anche i giovani, che crescano con l'esempio di mio padre. Perché lui aveva grande passione per le onde elettriche, per tutto quello che possono fare
Ci si può fidare della radio?
Sì, più della radio che di qualsiasi altra cosa. Le notizie vengono proprio… è importantissima!
Principessa vuole aggiungere qualche altra cosa, un suo pensiero personale?
Io ho molta fede in Dio e naturalmente amo molto il prossimo, e vorrei che avessero appunto la tranquillità di coscienza. Tutti gli auguri più belli!
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