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L'arcivescovo Gallagher nella conferenza tenuta ieri, lunedì 11 maggio, a Capo Verde L'arcivescovo Gallagher nella conferenza tenuta ieri, lunedì 11 maggio, a Capo Verde

Gallagher: la diplomazia vaticana impegnata da secoli al servizio della pace

A Capo Verde per il 50.mo anniversario delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede, l'arcivescovo segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali ha tenuto ieri, 11 maggio, una conferenza in cui ha approfondito le modalità di lavoro della diplomazia pontificia. Le relazioni con 184 Stati e le 93 missioni accreditate a Roma rafforzano un'esperienza maturata nel tempo favorendo la giustizia e la difesa e promozione della dignità umana

Lorena Leonardi – Città del Vaticano

Difesa della vita, famiglia, libertà religiosa, diritti umani, democrazia, multilateralismo e diritto internazionale costituiscono i “valori fondamentali” condivisi dalla Santa Sede e da Capo Verde. A questi si affiancano grandi “sfide globali”: conflitti, crisi climatica, disuguaglianze, migrazioni, trasformazioni tecnologiche, traffico di droga, crisi dei valori, individualismo e perdita del senso della verità. Questo è il quadro complessivo tracciato dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, nella conferenza tenuta ieri, lunedì 11 maggio, a Capo Verde. Il presule si trova in visita nella Repubblica insulare africana fino al 14 maggio, in occasione del 50.mo anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Paese.

L'obiettivo centrale della pace

“Mezzo secolo di dialogo, cooperazione e autentica amicizia tra un giovane Stato sovrano e una delle istituzioni diplomatiche più antiche del mondo”, ha sintetizzato il presule nel suo intervento in spagnolo, evidenziando come quella pontificia sia una diplomazia forte di “una lunga tradizione storica”, volta all’ “obiettivo centrale” della pace, della difesa e della promozione della dignità della persona umana. Ne ha quindi ricordato le origini, nell’XI secolo, ai tempi della Riforma gregoriana, con l’istituzionalizzazione all’interno della Chiesa del “diritto di legazione”; la stabilità istituzionale raggiunta nel XV secolo, con il passaggio — adottato anche da altri Stati — dalle missioni occasionali a quelle permanenti, caratteristica centrale della diplomazia moderna; il consolidamento nei secoli XVI e XVII, con la distinzione tra nunzi, legati e internunzi.


Le relazioni diplomatiche della Santa Sede

Attualmente “la Santa Sede mantiene relazioni diplomatiche con 184 Stati, oltre all’Unione Europea e al Sovrano Ordine Militare di Malta”, e le missioni diplomatiche accreditate presso la Santa Sede con sede a Roma sono 93, ha proseguito Gallagher approfondendo le modalità di lavoro della diplomazia pontificia e il funzionamento della Segreteria di Stato nella missione a servizio del Papa. Nel contesto dell’esperienza maturata nei secoli “al servizio della pace, della giustizia e della difesa e promozione della dignità umana” si sono inserite le relazioni con la Repubblica di Capo Verde già prima della dichiarazione di indipendenza del 1975. L’arcivescovo ha ricordato l’udienza concessa da Papa Paolo VI il 1º luglio 1970 in Vaticano ad alcuni leader dei movimenti per l’indipendenza africana, tra cui Agostinho Neto, Marcelino dos Santos e Amílcar Cabral: un incontro, ha rimarcato, che “comportò la temporanea interruzione delle relazioni con il Portogallo, ma mostrò il coraggioso impegno della Chiesa nel sostenere la causa africana e la dignità dei popoli”.

La Chiesa a Capo Verde

La presenza della Chiesa, invece, affonda le radici nella storia più profonda della Repubblica di Capo Verde, costituendone componente identitaria: i missionari cattolici, tra i primi abitanti dell’arcipelago africano nel 1462, incisero profondamente su cultura, arte, musica e costumi. Era il 1533 quando venne istituita la diocesi di Santiago de Capo Verde, la prima dell’Africa subsahariana, che rese questa terra “un centro di evangelizzazione e organizzazione sociale, con scuole, ospedali e istituzioni formative”, ha proseguito. Lungi dal proporre “sistemi politici o economici”, la Chiesa chiede “che la dignità umana sia rispettata e che le sia garantita libertà per svolgere la propria missione”, ha chiarito il segretario per i rapporti con gli Stati, inserendo in tale contesto l’Accordo tra la Santa Sede e Capo Verde del 2013, volto a garantire assistenza soprattutto nei settori della salute e dell’educazione.

Relazioni fondate su amore e verità

Ancora, dal presule una esortazione a promuovere una “diplomazia della speranza e dei valori”, realizzando l’appello del Papa a una “pace disarmata e disarmante” mediante “relazioni fondate su amore e verità”. Infine, un incoraggiamento a dirigenti e popolo capoverdiano a “perseverare nella ricerca del bene comune, nella giustizia, nell’unità e nella solidarietà”. Sempre nella giornata di ieri, alla presenza dell’arcivescovo ha avuto luogo la firma del Protocollo per l’Applicazione dell’Accordo bilaterale del 2013, sottoscritto dalla Chiesa locale.

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12 maggio 2026, 13:00