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Hebdomada Papae: il Gr in latino del 2 maggio

Le notizie vaticane in lingua latina con traduzione in italiano in onda ogni domenica alle ore 14.05. In sommario oggi: l'udienza generale di mercoledì scorso; il Regina Caeli di domenica 26 aprile; l'incontro con l'arcivesco di Canterbury Sarah Mullally. Il settimanale di informazione - in collaborazione con l’Ufficio Lettere Latine della Segreteria di Stato - è diffuso anche in podcast su Vatican News

HEBDÓMADA PAPAE”
NOTÍTIAE VATICÁNAE LATÍNE RÉDDITAE

Die secúndo mensis Máii anno bismillésimo vicésimo sexto

TÍTULI

In Generáli Audiéntia die Mercúrii praetérito de itínere in Áfricam lóquitur Póntifex: ibi fídei festívitas. 

Precatiónem dicens quae est Regína caeli, die sexto et vicésimo mensis Aprílis, ut a pacis “fúribus” caveátur hortátur Póntifex.

In audiéntiam archiepíscopum Cantuariénsem recépit Póntifex.

Salútem plúrimam ómnibus vobis núntios Latínos auscultántibus ex corde dicit Eugénius Murrali

Ascolta il nostro radiogiornale in lingua latina

NOTÍTIAE

Die undetricésimo mensis Aprílis várias statiónes revocávit Leo quartus décimus Afri itíneris, quod a die tértio décimo ad diem tértium et vicésimum mensis Aprílis factum est, suam ánimi osténdens permotiónem quam in Algéria, Cammarúnia, Angóla et Guinéa Aequinoctiáli est expértus. Sílvia Guidi refert. 

“Inde a pontificátus primórdiis de itínere in Áfricam cogitávi”, asséruit Póntifex addens quod illud suscípere vóluit “ut conveníret et Dei pópulum hortarétur ad “pacis núntium” experiéndum, “hoc quidem témpore ferálibus bellis implicáto”. Quod iter necessitátes item revocávit et quaestiónes illíus continéntis. In Algéria invísa sancti Augustíni loca repétiit, ut ex própriae natúrae spiritáli fundaménto moverétur ad “pontes transeúndos ac solidándos”. In relíquis invísis Afris Natiónibus,  “ubi maior pars viget christianórum”, narrávit Póntifex “se in fídei festivitáte mersísse, studióse recéptum”, cum hortári posset, praesértim in Cammarúnia, ad pacem reconciliationémque consequéndam. Revelávit ínsuper in cárcere Batae, Guinéae Aequinoctiális deténtos se oblivísci non posse, qui per imbres “pro suis peccátis ac libertáte” precári postulavérunt. “Símile quiddam numquam vidi”, ait Póntifex.

Precatiónem cum díceret quae est Regína caeli, Leo Papa Christum Bonum Pastórem osténdit, qui suas oves novit, et ipse item monet ut ab iis caveátur qui in cordis íntima intrant ad vitam furándam ac laedéndam dignitátem. Alexánder De Carolis refert.

“Iesus non venit tamquam fur ad nostram vitam nostrámque libertátem furándam, sed ut ad rectam sémitam repeténdam”, asséruit Póntifex sui Palátii Apostólici prospíciens e fenéstra, postquam, Missam célebrans, decem novos presbýteros in Sancti Petri basílica ordináverat. Hortátus est ut a “fúribus” caveátur, qui complúres spécies indúere possunt: “ii sunt qui, praeter adspéctum, libertátem nostram cóhibent aut nostram dignitátem non obsérvant; cogitáta sunt et praeiudícia quae impédiunt quóminus de áliis ac de vita aequa habeátur opínio: erráta sunt quae ad nóxia eligénda nos indúcere possunt: levae sunt vivéndi ratiónes vel in res consuméndas proclíves, quae interióra a nobis egérunt nosque compéllunt ut extra nos ipsi vivámus”. Nec illos debémus oblivísci “fures” qui terrae opes compílant, et ii funésta geréntes alentésve bella, pacis futúrae facultátem furántur.

NOTÍTIAE BREVÍSSIMAE

Die vicésimo séptimo mensis Aprílis Leo quartus décimus archiepíscopum Cantuariénsem convéniens, scílicet Suam Grátiam Saram Mullally, autumávit: “Si vólumus ut mundus cáusam suscípiat nostrae praedicatiónis, assídue ídeo orántes ac studéntes esse debémus ut quivis offensiónis lapis amoveátur, qui ab Evangélio praedicándo avértit.

Haec dicénda censúimus, próxima hebdómada, nova narrabúntur. Valéte!

 “HEBDOMADA PAPAE”
Notitiae Vaticanae Latine redditae

2 maggio 2026

TITOLI

Udienza Generale di mercoledì scorso, il Papa: in Africa una festa della fede

Il Pontefice al Regina Caeli di domenica 26 aprile mette in guardia dai “ladri” di pace

Leone XIV ha ricevuto in udienza l’arcivescovo di Canterbury

Un cordiale benvenuto a tutti voi da Eugenio Murrali e bentornati all’ascolto del notiziario in lingua latina.

SERVIZI

 

All’udienza generale del 29 aprile, Leone XIV ha ripercorso le tappe del viaggio compiuto dal 13 al 23 aprile, raccontando le proprie emozioni e impressioni negli incontri avuti in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Il servizio di Silvia Guidi

“Fin dall’inizio del pontificato ho pensato a un viaggio in Africa”, ha detto il Papa, spiegando di averlo voluto compiere “per incontrare e incoraggiare il popolo di Dio” a vivere “come messaggio di pace”, in questo “momento storico marcato da guerre”. Viaggio che ha richiamato anche l’attenzione sulle necessità e le problematiche del continente. Ha richiamato la visita, in Algeria, ai luoghi di Sant’Agostino, per ripartire dalle radici della propria identità spirituale e “attraversare e consolidare ponti”. Negli altri tre Paesi africani visitati, “a larga maggioranza cristiana”, il Papa ha raccontato di essersi “immerso in un clima di festa della fede, di accoglienza calorosa” e di aver potuto levare, in Camerun particolarmente, appelli di pace e riconciliazione. Ha rivelato inoltre di non poter dimenticare i detenuti del carcere di Bata, in Guinea Equatoriale, che sotto la pioggia hanno chiesto di pregare “per i loro peccati e la libertà": "Non ho mai visto nulla di simile".  

Al Regina Caeli Leone XIV indica Cristo come il Buon Pastore che conosce le sue pecore e mette in guardia da quanti invece entrano nel recinto del cuore per rubare la vita e oltraggiare la dignità. Il servizio di Alessandro De Carolis

“Gesù non viene come un ladro a rubare la nostra vita e la nostra libertà, ma a condurci nei giusti sentieri”, ha detto il Pontefice, affacciandosi dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, dopo aver ordinato dieci nuovi sacerdoti durante la Messa in San Pietro. Ha messo invece in guardia dai “ladri”, che possono assumere tanti volti: “sono coloro che, nonostante le apparenze, soffocano la nostra libertà o non ci rispettano nella nostra dignità; sono convinzioni e pregiudizi che ci impediscono di avere uno sguardo sereno sugli altri e sulla vita; sono idee sbagliate che possono portarci a compiere scelte negative; sono stili di vita superficiali o improntati al consumismo, che ci svuotano interiormente e ci spingono a vivere sempre all’esterno di noi stessi”. Senza dimenticare quei “ladri” che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando rubano la possibilità di un futuro di pace.

NOTIZIE

Lo scorso 27 aprile Leone XIV, incontrando l’arcivescovo di Canterbury, Sua Grazia Sarah Mullally, ha affermato: “Se vogliamo che il mondo prenda a cuore la nostra predicazione, pertanto, dobbiamo essere costanti nelle nostre preghiere e nei nostri sforzi per rimuovere qualsiasi pietra d’inciampo che ostacoli la proclamazione del Vangelo”.

È tutto per questa edizione, alla prossima settimana.

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02 maggio 2026, 11:40