Seminario in Vaticano: nell'era digitale il ruolo essenziale delle onde corte
Michele Raviart – Città del Vaticano
Nel corso dei decenni, i sistemi radiofonici in onde corte hanno rappresentato uno dei principali strumenti di comunicazione della Santa Sede, accompagnando l’evoluzione tecnologica attraverso continui processi di ammodernamento. Nonostante la diffusione delle tecnologie digitali, le onde corte continuano a svolgere un ruolo essenziale nel coprire grandi distanze e raggiungere aree che attualmente non sono servite da sistemi più moderni, come il DAB+ e il satellite. Questo il contesto nel quale si è svolto, nel Centro radio di S. Maria di Galeria della Santa Sede, il seminario tecnico “Sistemi Radio Broadcast in Onde Corte", organizzato dalla Commissione Media Digitali dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Tra i temi approfonditi, dunque, i principi della propagazione radio, gli aspetti regolatori e le caratteristiche tecniche degli impianti, con l’intervento diretto del personale specializzato che ne cura la gestione.
Masci: le onde corte arrivano dove i sistemi digitali non possono
“Non possiamo pensare la comunicazione solo per chi ha una connessione veloce, uno smartphone recente, un abbonamento dati o dimestichezza con le piattaforme digitali”, ha sottolineato l’ingegnere Francesco Masci, direttore della Direzione tecnologia del Dicastero per la comunicazione. Per questo “le onde corte conservano una caratteristica preziosa”, ha ribadito, “possono coprire grandi distanze, superare confini geografici e raggiungere territori nei quali altre reti non arrivano o non sono affidabili, per altro senza altri soggetti intermediari”. In particolare, in contesti difficili, le onde corte “possono continuare a svolgere un ruolo quando le infrastrutture digitali sono assenti, interrotte, limitate o condizionate, per esempio a causa delle guerre”.
Rendere accessibile a tutti l’ascolto della voce del Papa
Questo è tanto più vero se si considerano le specificità della comunicazione della Sante Sede che, continua Masci, “ha una responsabilità particolare: rendere accessibile la voce del Papa a tutti coloro che desiderano ascoltarla. Indipendentemente dalla posizione geografica, dalla cultura, dalle possibilità tecniche ed economiche, dalla lingua, dalla condizione sociale o dalle infrastrutture disponibili”.
Rendere green l’energia della Città del Vaticano
Nel giorno in cui è entrato in vigore l’Accordo tra Santa Sede e Italia per la costruzione di un impianto agrivoltaico proprio a Santa Maria di Galeria per la produzione di energia pulita. L’obiettivo, ha ribadito il direttore Masci, “è rendere totalmente green l’approvvigionamento energetico del Centro Radio e, più in generale, dei servizi e utenze dello Stato della Città del Vaticano”.
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