Nasce l'Osservatorio per l'ambiente. Staglianò: la tecnologia sostenga la pace
Cecilia Seppia – Città del Vaticano
Che le tecnologie digitali, se usate bene, possano migliorare la vita dell’uomo e dell’ambiente, è cosa piuttosto nota. Esse agiscono come un “abilitatore” della sostenibilità trasformando di fatto processi inefficienti in sistemi ottimizzati che consumano meno risorse. E grazie a loro sono nate, per esempio, le cosiddette Reti intelligenti che utilizzano l’Intelligenza Artificiale (IA) per gestire la distribuzione elettrica in tempo reale, riducendo gli sprechi e integrando meglio le fonti rinnovabili. Inoltre sono molto funzionali nell’agricoltura di precisione consentendo agli agricoltori di somministrare acqua, fertilizzanti e pesticidi solo dove e quando servono con un abbattimento drastico dell’inquinamento del suolo, e poi in altre mille azioni e applicazioni virtuose, in ambito lavorativo, nei servizi e nelle relazioni sociali. Ma è anche vero che tali tecnologie sono spesso esse stesse inquinanti. Basti pensare ai rifiuti elettronici o ai data center, “cuore pulsante” del web che per rispondere alle nostre curiosità e far girare i motori di ricerca in nanosecondi, bruciano l’equivalente di 4mila alberi all’anno, e consumano circa il 2 per cento dell’elettricità mondiale. Per questo motivo la PATH, Pontificia Accademia di Teologia, ha deciso di lanciare un Osservatorio sul contributo all’ambiente delle tecnologie digitali, per monitorare il rapporto tra costi e benefici, l’uso etico e sostenibile, e per comprendere quali di queste tecnologie sono buone, quali invece fanno solo altri danni ad un pianeta già piuttosto provato.
L'evento e i relatori
La presentazione ufficiale si terrà nel corso di una conferenza stampa, in programma lunedì 18 maggio, alle ore 15, presso la Sala Marconi di Palazzo Pio, sede dei Media vaticani. L’evento si colloca a pochi giorni dall’anniversario dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco sulla cura della Casa comune (24 maggio 2015) e dalla visita pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra, in Campania, terra ferita dall’inquinamento, nel corso della quale il Pontefice incontrerà le famiglie delle vittime, i sindaci e i fedeli della “Terra dei Fuochi”, tristemente nota alle cronache per un gravissimo disastro ambientale e sanitario legato alle attività della criminalità organizzata. Tra queste, lo sversamento illecito dei rifiuti tossici, i vasti roghi per smaltire rapidamente cumuli di immondizia e la contaminazione dell’intera catena alimentare, nonché il proliferare di patologie gravi, tra cui tumori, leucemie nei più piccoli e malformazioni congenite legate all’esposizione prolungata agli inquinanti. Tra i relatori saranno presenti all’evento monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, padre Giuseppe Marco Salvati, segretario della PATH e altri membri del direttivo, ma anche Maria Siclari, direttore generale dell’ISPRA e Daniela Alba, del Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia.
Temi e proposte ai giganti della tecnologia
I temi al centro dell’Osservatorio sono dunque molteplici: lo sfruttamento delle risorse naturali e le sue conseguenze ambientali e sociali; il crescente fabbisogno energetico delle infrastrutture digitali; la nuova “ecologia dell’uomo”, tra ambiente digitale e relazioni sociali; l’impatto delle tecnologie sui giovani - tra dipendenze, contenuti distorcenti e impoverimento delle relazioni - in un contesto ancora privo di adeguata regolamentazione; e ancora l’elaborazione di proposte rivolte ai giganti della tecnologia per un impegno costante orientato al contenimento delle emissioni e del massiccio consumo di energia a livello globale. In questo contesto, nel corso della conferenza stampa, ci sarà la testimonianza di Maria Vittoria Trussoni (NTT DATA) che interverrà sulle applicazioni della tecnologia a favore di un mondo più sostenibile.
Nel solco del magistero e della Dottrina della Chiesa
Il sogno di Papa Francesco era che l’enciclica Laudato si’ non rimanesse lettera morta e in effetti, anno dopo anno, è diventata volano e fucina di innumerevoli iniziative e buone prassi. L’Osservatorio sul contributo all’ambiente delle tecnologie digitali, è certamente una di queste e si inserisce nel solco del magistero della Chiesa. Esso trae ispirazione anche dalle parole rivolte all’Accademia, da Papa Leone XIV, il 13 settembre scorso, con le quali auspicava “ulteriori e sempre più intensi scambi, per iniziative incisive e feconde” per la tutela della terra e affermava che “la sostenibilità ambientale e la custodia del creato sono impegni irrinunciabili per la sopravvivenza del genere umano e hanno un immediato riflesso sull’organizzazione delle nostre società e sulla possibilità di una convivenza umana pacifica e solidale. Allo stesso tempo, qualsiasi sforzo per migliorare le condizioni ambientali e sociali del nostro mondo richiede l’impegno di tutti, ciascuno per la sua parte, in un atteggiamento di solidarietà e collaborazione che superi barriere e limiti regionali, nazionali, culturali e anche religiosi”.
Tecnologia e pace
“L’Osservatorio - dice monsignor Staglianò - è chiamato a crescere nel terreno della responsabilità condivisa. Il mondo digitale oggi è strettamente connesso al tema dei conflitti: non può esserci vera pace senza una tecnologia che rispetti l’uomo, le relazioni e il creato. In un tempo in cui le tecnologie digitali plasmano la vita del pianeta e delle comunità, intendiamo offrire uno spazio di confronto e di approfondimento teologico capace di sensibilizzare il mondo delle imprese e degli attori economici verso un uso della tecnologia che sia realmente sostenibile, eticamente orientato e attento alla dignità della persona umana. Solo così l’innovazione potrà diventare alleata della custodia del creato e promotrice di una convivenza autenticamente pacifica, giusta e solidale”.
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