La Santa Sede: guerre e clima estremo elementi letali per i sistemi alimentari mondiali
Davide Dionisi – Città del Vaticano
“È importante moltiplicare le azioni concrete che promuovano con determinazione la sicurezza alimentare in un contesto globale che negli ultimi anni è stato caratterizzato da una serie di gravi crisi. La somma di guerre spietate, recessioni economiche, fenomeni climatici estremi, instabilità politica e volatilità dei mercati ha dato luogo a una combinazione letale per i sistemi alimentari mondiali”. È quanto ha detto l’Osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, l’Ifad e il Pam, monsignor Fernando Chica Arellano, in occasione della 35esima sessione della Conferenza Regionale della Fao per l’Europa, tenutasi oggi a Dushanbe, in Tagikistan.
Camminare insieme
Nel rievocare uno dei passaggi centrali del discorso di Papa Leone XIV, pronunciato il 16 ottobre 2025 alla Fao, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, Chica Arellano ha sottolineato che “per contrastare questa tendenza così negativa è indispensabile rafforzare la convergenza di politiche efficaci e un’attuazione coordinata e sinergica degli interventi. L’esortazione a camminare insieme, in concordia fraterna, deve diventare il principio guida che orienti le politiche e gli investimenti, perché solo attraverso una cooperazione sincera e costante si potrà costruire una sicurezza alimentare giusta e accessibile a tutti". Perché questo riesca, ha continuato, ogni persona deve poter "accedere in modo regolare, permanente e libero a un’alimentazione sufficiente, sicura, nutriente e culturalmente adeguata". Di qui l'indicazione che "un riconoscimento esplicito nei quadri giuridici interni di quei Paesi europei che ancora non la contemplano, servirebbe da stimolo per avanzare verso modelli alimentari che integrino la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale e il rispetto della persona umana come principi guida di ogni azione pubblica e privata. Ciò sarebbe facilitato anche se si promuovesse in misura maggiore la resilienza dei nostri sistemi alimentari, ponendo tale strategia tra le priorità più urgenti del nostro tempo”.
Trasformare la produzione di cibo
L’Osservatore permanente della Santa Sede ha successivamente evidenziato che: “Ciò non significa produrre di più seguendo gli stessi metodi di un tempo per compensare le perdite, bensì trasformare il modo in cui produciamo il cibo, allontanandoci completamente da una visione che si basa esclusivamente sullo sfruttamento avido delle risorse naturali e concentrandoci, invece, sul potenziamento degli investimenti nelle zone rurali più svantaggiate e dimenticate, sostenendo a tal fine il settore agricolo con sagge decisioni economiche e politiche, che riescano a far sì che i giovani si dedichino con entusiasmo all’agricoltura e non abbandonino scoraggiati la campagna per emigrare verso le città”.
La cura dell’ambiente
Parlando della filiera agroalimentare, monsignor Chica Arellano ha chiarito che: “È indispensabile che la coltivazione della terra, l’allevamento degli animali, l’industria alimentare di trasformazione delle materie prime agricole, il settore della distribuzione e del commercio, nonché il consumo al dettaglio, siano guidati da una logica che privilegi la cura dell’ambiente, in modo che i sistemi alimentari mantengano al centro la dignità della persona umana, promuovano il lavoro dignitoso a livello locale e soddisfino le attuali necessità alimentari senza compromettere il futuro. Si tratta di azioni che ci portano ad adempiere al mandato che Dio ha affidato all’essere umano di coltivare e custodire il creato, collaborando alla sua opera creatrice”.
Misure coraggiose
Infine, l’appello della Santa Sede che “incoraggia questa Conferenza regionale a individuare misure coraggiose per intraprendere azioni mirate, volte a combattere le disuguaglianze esistenti nel settore primario, migliorando al contempo le condizioni di vita di coloro che vi lavorano e consentendo loro di ricevere un giusto compenso per gli sforzi che compiono quotidianamente affinché a nessun essere umano manchi il pane quotidiano”.
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