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Un minore vittima di tratta merita protezione e l’opportunità di riabilitarsi, piuttosto che essere punito per atti derivanti dallo sfruttamento subito Un minore vittima di tratta merita protezione e l’opportunità di riabilitarsi, piuttosto che essere punito per atti derivanti dallo sfruttamento subito

La Santa Sede: recuperare alla cultura della vita i minori vittime di tratta

Nella sua dichiarazione alla 62.ma Sessione del Consiglio per i diritti umani, l’arcivescovo Balestrero, osservatore permanente presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, sottolinea l’importanza della protezione e della riabilitazione dei bambini vittime dei trafficanti di persone. Per contrastare i loro crimini servono percorsi migratori sicuri e lotta alle frodi on-line per il reclutamento

Vatican News

In un mondo segnato da “guerre, terrorismo, tratta di esseri umani e aggressioni diffuse, è particolarmente importante che i bambini vittime di tratta “facciano esperienza di una cultura della vita, del dialogo e del rispetto reciproco”. Per questo la Santa Sede sottolinea “l’importanza della prevenzione, della protezione, della liberazione e della riabilitazione” di questi minori. Lo spiega l’arcivescovo Ettore Balestrero, nunzio apostolico e osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, nella sua dichiarazione del 22 giugno alla 62.ma Sessione Ordinaria del Consiglio Onu per i diritti umani, che al punto 3 vede il dialogo con la relatrice speciale sulla tratta di persone, in particolare donne e minori, nel contesto dell’apolidia, della migrazione e dello sfollamento forzato.

I minori sempre vittime, anche se costretti al crimine

Il rappresentante della Santa Sede ribadisce che “l’istituzione di percorsi migratori sicuri e regolari contribuisce a scoraggiare le attività dei trafficanti” di persone. In questo contesto, chiarisce, “il ruolo della famiglia è fondamentale, in particolare attraverso il ricongiungimento familiare e la tutela dei minori non accompagnati”. L’arcivescovo Balestrero ricorda che, se la tratta “è una forma contemporanea di schiavitù e una grave violazione della dignità umana donata da Dio”, come scrive Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica humanitas, un minore vittima di tratta è, prima di tutto, “una vittima che merita protezione, compassione e assistenza, nonché l’opportunità di riabilitarsi, piuttosto che essere punito per atti derivanti dallo sfruttamento subito. Il crimine è dei trafficanti, non del bambino”.

Preoccupante la crescita della "schiavitù informatica"

L’osservatore permanente conclude sottolineando che i sistemi digitali aggravano “la vulnerabilità dei minori in movimento”, facilitando la tratta. E definisce “particolarmente preoccupante” la crescita della cosiddetta “schiavitù informatica” (cyber slavery), mediante la quale le persone “vengono attirate in schemi fraudolenti e attività criminali, come le frodi online e il traffico di droga”, come denuncia Leone XIV nel Messaggio per la 12.ma Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Persone, celebrata l’8 febbraio 2026. Le reti criminali, infatti, “utilizzano spesso piattaforme online e canali anonimi per reclutare, controllare e trasferire le loro vittime, che molto spesso sono minori”.

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23 giugno 2026, 10:00