Santa Sede: gli indicatori economici tengano conto delle vulnerabilità degli Stati
Vatican News
Adottare un approccio di sviluppo umano veramente integrale, piuttosto che limitarsi alle semplici statistiche economiche. È questa l'indicazione della Santa Sede espressa nella dichiarazione della Missione di Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite in occasione della discussione del Forum Politico di Alto Livello sui Piccoli Stati Insulari in Via di Sviluppo che si è tenuta a New York il 9 luglio.
Gli indicatori del PIL non riflettono le vulnerabilità
La delegazione vaticana accoglie con favore il dibattito sulle strategie per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nei Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo (SIDS), riconosciuti come “un caso particolare per lo sviluppo sostenibile alla luce delle loro vulnerabilità uniche”. Si ricorda l’Agenda di Antigua e Barbuda, un quadro di riferimento importante per affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali interconnesse che questi paesi devono affrontare. Tuttavia, precisa la Santa Sede, "per accelerare i progressi verso il raggiungimento degli Obiettivi in questi Stati non basta un quadro di riferimento solido; gli sforzi di sviluppo devono anche rimanere saldamente incentrati sulla dignità della persona umana, donata da Dio, e sulla promozione dello sviluppo umano integrale. È importante sottolineare - prosegue - che gli indicatori economici convenzionali non colgono appieno le realtà con cui si confrontano i SIDS. Tali indicatori non riflettono adeguatamente le vulnerabilità uniche e spesso nascoste dei SIDS".
Valutare su dignità del lavoro, disuguaglianze, ambiente
È stata poi citata l'enciclica Magnifica Humanitas, in cui, si ricorda, Leone XIV esorta la comunità internazionale ad andare oltre i parametri di sviluppo legati al prodotto interno lordo (PIL), che «trascurano quasi sistematicamente aspetti essenziali per il benessere complessivo delle persone e dell’ambiente». Alla luce di ciò, si ribadisce che è dunque necessario attuare «una valutazione completa e tempestiva di come le decisioni legislative e normative incidano sulla dignità del lavoro, sulla prosperità condivisa, sulla riduzione delle disuguaglianze e sulla tutela dell’ambiente». Una visione che è particolarmente rilevante per i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, la cui esposizione a disastri legati al clima, al degrado ambientale e agli shock economici esterni mette ripetutamente in luce profonde vulnerabilità strutturali che gli indicatori del PIL non riescono a cogliere. La delegazione della Santa Sede attende pertanto "con interesse il processo intergovernativo sulle misure di progresso in materia di sviluppo sostenibile che integrino o vadano oltre il PIL".
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