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Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, durante la visita all'abbazia di San Benedetto in Monte a Norcia Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, durante la visita all'abbazia di San Benedetto in Monte a Norcia

Pizzaballa: costruiamo insieme la pace con il metodo di San Benedetto

Il Patriarca latino di Gerusalemme a Norcia ha ricevuto ieri, 11 luglio, il Premio Internazionale San Benedetto, patrocinato dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea. Nel suo discorso ha ricordato che in Medio Oriente si vive un periodo di transizione. "In questa precarietà, non ci si deve ritirare a vita privata, ma - ha affermato - creare i fondamenti per la ricostruzione" e per fare rinascere le persone nella totale integrità

di Piero Damosso

Nel diluvio della guerra del Medio Oriente, c’è una barca che va avanti nel mare in tempesta: è la Chiesa del Patriarcato latino di Gerusalemme. Viene in mente questa metafora quando si ascolta il Patriarca, cardinale Pierbattista Pizzaballa, che a Norcia ha vissuto tra sabato e questa mattina 24 ore di incontri nell’Abbazia di San Benedetto al Monte, nella Basilica di Norcia, in Municipio e nel Teatro civico, dove ha ricevuto il Premio Internazionale San Benedetto, promosso dal Comune a dieci anni dal terremoto, come gesto concreto di ricostruzione e di pace.

“Anche noi abbiamo vissuto un terremoto. L’80 per cento delle case è stato distrutto a Gaza – ha detto il Patriarca -.  Distrutte le infrastrutture e la vita sociale. Adesso le grandi scosse non ci sono più, ma le scosse di assestamento non finiscono mai”. Tuttavia, nonostante la grave crisi della fiducia nei rapporti umani, che rende difficile tutto e soprattutto il dialogo e i negoziati, fino a quando potrà durare questa notte? La speranza cristiana non delude, è una luce che in Terra Santa rimane evangelicamente accesa, nonostante l’odio, le violenze, persino la difficoltà di condividere il proprio dolore con quello degli altri. Per questo il Comune di Norcia ha voluto, in questa prima edizione del Premio Internazionale San Benedetto, con il patrocinio del Parlamento Europeo e della Commissione Europea, assegnare il riconoscimento al Patriarca Pizzaballa.

“Per dare un forte segnale di pace, più che mai urgente in questo momento, nel nome di San Benedetto abbiamo voluto premiare un forte costruttore di pace” ha commentato il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera. E il Patriarca (che ha conversato con i giornalisti Carmen Lasorella, Francois Vayne, Maria Gianniti in collegamento da Gerusalemme, e la rappresentante della Consulta dei giovani di Norcia, Arianna Lucci) ha spiegato quanto sarebbe importante seguire il metodo San Benedetto: “In Medio Oriente stiamo vivendo un periodo di transizione, che è lungo, drammatico, con rigurgiti di ogni genere, e non sappiamo quando terminerà. In questa precarietà, non ci si deve ritirare a vita privata, ma creare i fondamenti per la ricostruzione e per il restauro delle persone, di ogni uomo, nella sua integralità, nelle relazioni”. Così con testimoni credibili si può far rinascere la fiducia dalle macerie esistenziali. Ci vogliono architetti e muratori per la pace con uno sguardo e un cuore nuovo.

“Il dialogo non può essere un generico volemose bene – ha proseguito Pizzaballa -. Bisogna saper ascoltare, con pazienza, rispettando tutte le vittime e ogni persona”. La Chiesa è un luogo aperto di riconciliazione, giustizia, perdono, dove nessuno è nemico. Nello stesso tempo un dialogo esigente e silenzioso, urgentemente necessario, non può produrre “una pace falsa”, ha sottolineato il Padre Abate dell’Abbazia di San Benedetto al Monte, dom Benedetto Nivakoff, ricordando una delle regole benedettine.

C’è bisogno anche di riprendere il dialogo interreligioso, ha affermato il Patriarca Pizzaballa: “Bisogna ricominciare e soprattutto deve essere un dialogo delle comunità più che delle elités. Bisogna puntare sui giovani, ma non solo. La pace è una cultura, che va poi tradotta in scelte legate al territorio”. In un videomessaggio, la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, ha preannunciato un seminario europeo sul dialogo interreligioso nei prossimi mesi e ha comunicato che a Strasburgo verrà intitolata una sala a San Benedetto da Norcia.

Segnali di una cultura di pace che dovrà essere capace di affrontare un punto di vista che si sta purtroppo consolidando: “Si pensa che con la forza si possa costruire un nuovo equilibrio – ha osservato il cardinale Pizzaballa -. Ma questa è una prospettiva fallimentare”.

Oltre la notte del principio della forza, potrebbe sorgere l’alba della nuova civiltà dell’amore, che auspica Papa Leone XIV. A questo proposito Pizzaballa indica due esempi recenti di speranza: “A giugno sono stato all’Università di Gaza. C’erano 600 studenti che hanno partecipato. Molti hanno fatto domande. Un ragazzo si era preparato addirittura la domanda in latino. Tutti hanno manifestato un netto rifiuto della violenza. E la stessa cosa mi è capitata in Israele, dove sono stato invitato ad un convegno sulla pace, con molti giovani. Hanno detto che bisogna voltare pagina, e costruire una pace duratura”.

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, ha sostenuto, ricordando tutte le guerre nel mondo, che questo Premio al cardinale Pizzaballa è un appello alla coscienza di tutti. Per il poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato per l’Ottavo Centenario dalla morte di San Francesco, “proprio i monaci come San Benedetto e San Francesco testimoniano che il mondo non è nostro e che la resurrezione è una realtà che può trasformare la vita delle persone e cambiare il mondo”. “Dal grido di una terra martoriata come quella di Gerusalemme – ha dichiarato Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria – sale verso di noi un sentimento di responsabilità che va coniugato in atti conseguenti”.

Si è rafforzato in questo modo il legame tra Norcia, città in ricostruzione dopo il violento terremoto del 2016, e la Terra Santa, che invoca la pace. E, nello stesso tempo, tra Norcia e l’Europa, come ha affermato in un messaggio il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani: “Norcia è un luogo in cui l’Europa ritrova se stessa e le proprie radici cristiane e culturali”.

Tra le proposte emerse, il sostegno al progetto della scuola che il Patriarcato vuole riaprire a Gaza; l’impegno per una maggiore informazione (la corrispondente Rai, Maria Gianniti, ha sostenuto che i giornalisti stranieri non possono ancora entrare a Gaza); la volontà di contribuire a formare una rete di persone e comunità nel campo dell’educazione alla pace e della promozione della solidarietà e dei diritti umani, con una visione anche spirituale, come suggerito dal giornalista Francois Vayne, che ha ripreso la lettera pastorale di Pizzaballa “Tornarono a Gerusalemme con grande gioia”:” Gerusalemme è la madre di tutti i popoli e con la sua sofferenza – ha detto Vayne - ha un messaggio per tutto il mondo”.

La cerimonia di premiazione è stata accompagnata non a caso dalla musica e dalle voci del Coro dei bambini di Norcia, diretto da Maria Cristina Lalli, con due artisti, Miriam Toukan e Idan Tolenado, lei palestinese e lui israeliano. 

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12 luglio 2026, 15:36