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La Pontificia Universidade Católica di Rio de Janeiro La Pontificia Universidade Católica di Rio de Janeiro

Rilanciare l'empatia, il progetto Triennale d'Arte delle Università cattoliche

Promossa dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, l'iniziativa riunisce sette atenei in tre continenti, insieme ad artisti, curatori e istituzioni culturali dal mondo. Sarà inaugurata il 27 agosto in Brasile e culminerà a Venezia. L'idea, maturata alla luce della Magnifica humanitas, vuole tradursi in una opportunità di creare connessioni e comunità di lavoro. Il cardinale de Mendonça: "Nel fragile presente, l’empatia è una necessaria operazione culturale di salvataggio"

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Un progetto corale dedicato alla creazione artistica, alla ricerca scientifica e al dialogo. Così il Dicastero per la Cultura e l’Educazione ha concepito il progetto della Triennale d’Arte delle Università Cattoliche, un’iniziativa internazionale che riunisce Università cattoliche, artisti, curatori e istituzioni culturali di tutto il mondo la cui prima edizione sarà inaugurata il 27 agosto in Brasile, presso la Pontificia Universidade Católica di Rio de Janeiro. Previste mostre, commissioni, pubblicazioni e programmi pubblici su alcune delle questioni più urgenti della contemponeità. Si svolgerà in diversi Paesi nell'anno 2026-2027, e culminerà a Venezia. La curatela generale di quello che intende essere un modo per attivare dinamiche di pensiero a favore della pace, del progresso spirituale e della fraternità è affidata al professor Nuno Crespo.

Un progetto corale sull'empatia a rischio

Coinvolta, dal 6 ottobre alla fine del 2026, sarà anche l'Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano), insieme alla Pontificia Universidade Católica de Chile (3 settembre - 22 novembre), alla Pontificia Universidad Javeriana (Colombia, dal 9 settembre a novembre 2026); al Boston College (Usa, 23 settembre fino a dicembre 2026); poi figura la Universidade Católica Portuguesa (Lisbona, dal 12 ottobre fino alla metà di dicembre 2026) e l'Universidade Católica de Angola (Luanda, da fine ottobre al 20 dicembre di quest'anno). La sua edizione inaugurale, intitolata Exercises in Empathy (Esercizi di Empatia) sarà l'occasione per riflettere sul ruolo dell’educazione universitaria, sulle relazioni umane e sul concetto d’empatia prendendo spunto da una delle preoccupazioni centrali espresse nell'enciclica di Leone XIV Magnifica humanitas e che è generata dalla tensione tra simulazione ed esperienza: l’empatia come categoria in pericolo.

De Mendonça: l'empatia, fondamento della missione accademica

Il prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, il cardinale Tolentino de Mendonça, spiega il senso del progetto facendo riferimento al fatto che è lo stesso Papa Leone a incoraggiare le università sulla strada dell’empatia. Il porporato e poeta portoghese precisa che l'empatia è fondante rispetto alla vocazione dell'università: "Solo un’università capace di empatia riesce a trasformare la frammentazione dei saperi specializzati in una sapienza orientata al bene delle persone e delle società concrete". L'empatia, afferma alla luce del testo papale, è da considerare non un ornamento retorico, ma un "principio strutturale: è a partire dalla capacità di collocarsi dentro l’esperienza dell’altro e di abitarne il punto di vista, che l’università può compiere la sua vocazione più innata, ossia: generare comunità attorno alla verità".

L'empatia, una operazione culturale di salvataggio

"Nel fragile e frammentato contesto del presente - prosegue la nota del prefetto diffusa oggi 7 agosto -, segnato da polarizzazioni crescenti e da forme sempre più sofisticate di comunicazione che, paradossalmente, isolano più di quanto uniscano, l’empatia si configura come una necessaria operazione culturale di salvataggio. Essa è uno strumento sempre più indispensabile per costruire e condividere conoscenza, per tessere reciprocità, per rilanciare pratiche collaborative, e non solo nell’ambito esclusivo delle relazioni personali, ma anche, o soprattutto, nel polifonico e vasto intreccio della vita collettiva". Calzante la citazione di Hannah Arendt che, nel suo saggio La crisi dell’educazione (1954), scrisse: "l’educazione è il punto in cui decidiamo se amiamo il mondo abbastanza da assumerci la responsabilità per esso". Educare, infatti, non è solo trasmettere contenuti, ma è un atto d’amore e "un’università che coltiva l'empatia - sottolinea ancora il cardinale -, forma professionisti che non riducono l’altro a un dato o a una funzione".

Empatia e umiltà

Il prefetto ricorre anche a quanto Edith Stein scriveva a proposito dell'empatia inserendo opportunamente la categoria dell'umiltà come una sorta di consorella. La santa affermava che "non viviamo mai il dolore o la gioia dell’altro come l’altro li vive; li viviamo come appartenenti all’altro. È questa umiltà costitutiva - il fatto che l’empatia non annulli mai l’alterità dell’altro, non la assorba banalmente nella mia propria esperienza - che rende l’empatia un atto di conoscenza rispettosa, e non una forma di relativismo o di appropriazione". Così, la Triennale promossa dal Dicastero vaticano vuole creare connessioni non solo tra i saperi, ma tra persone, istituzioni e culture. Vuole essere "scuola" di empatia, così da realizzare uno degli auspici dello stesso San John Henry Newman. 

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07 agosto 2026, 15:30