Reina: Giovanni Paolo I, una vita umile plasmata dalle mani di Dio
Benedetta Capelli e Alvise Sperandio – Città del Vaticano
È un ricordo vivo quello del Beato Papa Giovanni Paolo I. Lo dimostrano i fedeli presenti questo pomeriggio, 26 agosto, presso l’Altare della Cattedra nella Basilica Vaticana, nel giorno della sua memoria liturgica. Quarantotto anni fa, infatti, il Patriarca di Venezia, Albino Luciani, saliva al Soglio di Pietro per guidare la Chiesa anche se per un tempo breve, 34 giorni, ma pieni di fecondità.
Proprio la fecondità è il concetto che ha guidato la riflessione del cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, tra i concelebranti anche i sacerdoti amici della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I. Nelle prime file Lina Petri, la nipote di Luciani, e la postulatrice della sua causa di beatificazione Stefania Falasca.
Spazio a Dio
Ad ascoltare l’omelia del cardinale tanti seminaristi diocesani legati all’Opus Dei ai quali Reina ha proposto come modello da seguire, perché esempio di umiltà e docilità, proprio lo stesso Papa Giovanni Paolo I. “Figura semplice di Pontefice, di padre e di pastore”: così lo ha definito, “che ha lasciato spazio a Dio”.
Se dovessimo dire cosa ricordiamo del beato Giovanni Paolo I, penso tutti diremmo ricordiamo il suo sorriso ed era il sorriso di chi si sentiva guidato da Dio, sostenuto da Dio e che aveva messo tutta la sua vita nelle mani di Dio.
Serenità, semplicità e umiltà
Ricordando poi la sua attività di vicerettore del Seminario Gregoriano di Belluno, a soli 25 anni, il suo ministero pastorale di vescovo a Vittorio Veneto poi come Patriarca di Venezia e infine come Pontefice, il cardinale Reina ha sottolineato i tratti che guidarono la vita e l’opera di Papa Luciani.
Sempre con la stessa umiltà, sempre con la stessa semplicità, sempre con la stessa serenità, perché sapeva che era Dio che lo guidava, che era Dio che in quel momento si serviva della sua umile esistenza per diffondere il Regno.
Da qui l’invocazione al Beato Giovanni Paolo I per i seminaristi e i presbiteri che si occupano della loro formazione perché si conformino a Cristo, abbandonandosi a Lui, con docilità e umiltà, “nella certezza che non siamo noi ma il Signore che opera per mezzo nostro”. Farlo senza protagonismi ma mostrando “come la nostra vita – ha sottolineato il cardinale – è stata trasformata da Dio ed è costantemente trasformata da Lui”.
Canale d’Agordo ricorda Luciani
Nel paese natale di Papa Luciani a Canale d’Agordo, in provincia di Belluno, una piazza piena di fedeli devoti ha preso parte oggi pomeriggio alla messa presieduta dal vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Riccardo Battocchio, e concelebrata dal vescovo di Belluno - Feltre, monsignor Renato Marangoni, monsignor Giuseppe Andrich, vescovo emerito di Belluno-Feltre, monsignor Raffaello Martinelli, vescovo emerito di Frascati, oltre a numerosi sacerdoti. “C’è un dono che ci fa Chiesa, che ci tiene uniti come popolo di Dio: è il dono della comunione. Oggi – ha affermato il vescovo Battocchio - ci è offerta la possibilità di riconoscere la bellezza del dono della comunione guardando al testimone luminoso di comunione che è, non solo ‘è stato’, il Beato Giovanni Paolo I”. Testimone di “comunione con Gesù, il Maestro e la Guida; comunione nella Chiesa e tra le Chiese”. Il vescovo ha ricordato che, al di là del pontificato, a Vittorio Veneto Luciani è stato sempre ricordato come colui “che ha saputo accompagnare con efficacia la diocesi nei primi passi del cammino aperto dal Concilio Ecumenico Vaticano II”. Infine l’annuncio che in Cattedrale ci sarà un luogo dedicato al Beato Giovanni Paolo I, lì sarà collocata una sua reliquia.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.