Parolin in Guatemala: Dio sazia la fame dell'uomo, no a disuguaglianza e corruzione
Renato Martinez – Città del Vaticano
"Il desiderio di annunciare la Buona Novella del Vangelo ci spinge ad abbracciare tutta l'umanità, non chiudendo più alcuna via che possa condurre alla costruzione di una società più giusta, fraterna e solidale, spezzando le dinamiche di disprezzo, indifferenza e ingiustizia causate da disuguaglianze e corruzione". Lo ha affermato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nell'omelia della Santa Messa presieduta domenica 2 agosto nella cattedrale metropolitana di Guatemala, nell'ambito della visita in occasione del 90.mo anniversario delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede.
Il viaggio - che riafferma gli storici legami di amicizia, cooperazione e dialogo con questo Paese centroamericano - è iniziato il 1° agosto con l'arrivo di Parolin all'aeroporto internazionale La Aurora di Guatemala, dove è stato accolto dalla vicecancelliera María Luisa Ramírez. Domenica 2 agosto, il segretario di Stato ha visitato la casa di cura Madre Teresa di Calcutta e il santuario di Fratel Pedro. Il porporato ha poi presieduto la celebrazione eucaristica nella Cattedrale alla quale hanno partecipato diverse autorità ecclesiastiche, diplomatiche e civili, tra cui il presidente Bernardo Arévalo e il vicepresidente, i vescovi guatemaltechi, il nunzio apostolico, oltre a sacerdoti, religiosi e centinaia di fedeli.
Il saluto di Papa Leone XIV
Il cardinale ha trasmesso i saluti di Papa Leone XIV al popolo guatemalteco: “All'inizio di questo momento di riflessione, desidero trasmettervi, innanzitutto, gli affettuosi saluti di Sua Santità Papa Leone XIV, che vi ha molto a cuore e mi ha chiesto di farvi pervenire la sua vicinanza e la sua paterna benedizione”, ha detto. Ricordando poi il motivo della sua visita, e cioè i 90 anni delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Guatemala e il 400° anniversario della nascita di frate Pietro, il cardinale Parolin ha sottolineato che la Divina Provvidenza non ha mai abbandonato questo popolo, né la Chiesa che si reca in quei territori. "Questi due anniversari sono illuminati dalla Parola di Dio che abbiamo appena ascoltato, la quale ci presenta un tema centrale: solo Dio può saziare la fame più profonda dell'essere umano. E non solo la fame di pane, ma anche la sete di significato, di amore, di speranza, la sete di una vita piena e abbondante, della vita eterna", ha affermato il porporato.
“Dagli qualcosa da mangiare.”
Commentando il Vangelo di questa domenica, Parolin ha inoltre indicato che è proprio in questa realtà umana che la Chiesa trova la sua vera vocazione: portare il pane della Parola e il pane dell'Eucaristia agli uomini e alle donne di ogni tempo e luogo, seguendo il comando di Gesù: "Date voi stessi da mangiare". Un invito che "risuona sempre con forza e ci spinge necessariamente a incontrare l'altro, ovunque si trovi e qualunque sia la sua situazione, gridando come il profeta Isaia: Chi ha sete venga alle acque, chi non ha denaro venga a mangiare". L'invito esigente di Dio, "date loro da mangiare", ci esorta a "non rimanere indifferenti ai bisogni dei nostri simili".
Affidare nelle mani di Gesù il poco che possediamo
Il cardinale Parolin ha inoltre affermato che, di fronte ai bisogni del mondo – povertà, solitudine, ingiustizia e sofferenza, spesso conseguenze della corruzione – potremmo pensare che si possa fare ben poco. Ma Gesù ci invita a fare ciò che abbiamo. "Sebbene i nostri cinque pani e due pesci possano sembrare insufficienti, e noi, con le nostre umili capacità, siamo solo amministratori, il miracolo inizia proprio quando i discepoli mettono i loro pochi averi nelle mani di Gesù. Lo stesso accade nelle nostre vite: quando doniamo al Signore il nostro tempo, le nostre capacità, la nostra generosità e persino i nostri limiti, Egli moltiplica questi doni per il bene di molti", ha evidenziato il cardinale.
Il programma della visita
Questo lunedì, 3 agosto, il programma della visita di Parolin in Guatemala prevede l'incontro con il presidente Arévalo, seguito da quello con i rappresentanti delle popolazioni indigene. Successivamente, il cardinale vedrà il ministro degli Affari Esteri, Carlos Ramiro Martínez, e i rappresentanti del Corpo diplomatico. Domani, martedì 4 agosto, ultimo giorno di viaggio, il segretario di Stato incontrerà i vescovi e i sacerdoti del Paese. La visita si concluderà con una celebrazione presso il Santuario arcidiocesano dell'Adorazione Perpetua, situato nel comune di Mixco.
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