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Le donne ucraine impegnate a preparare i pasti per i soldati al fronte Le donne ucraine impegnate a preparare i pasti per i soldati al fronte

Ucraina, l’aiuto dell’Elemosineria alla cucina solidale di Berestia

Giovedì 20 agosto 2026, il collaboratore della Nunziatura apostolica in Ucraina, don Viktor Bilous, ha visitato una cucina di solidarietà nel villaggio di Berestia, nella regione di Rivne, nord-ovest del Paese. Ha consegnato ai volontari un aiuto inviato dal Dicastero per il Servizio della Carità. Don Viktor ha raccontato questa iniziativa in un'intervista ai media vaticani

Svitlana Dukhovych – Città del Vaticano

L'ideatrice della cucina di solidarietà è la volontaria Tetiana Pinchuk che, sottolinea don Viktor Bilous, collaboratore della Nunziatura apostolica in Ucraina, si è rivolta proprio alla rappresentanza pontificia per chiedere aiuto. «Il Nunzio Apostolico in Ucraina l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas mi ha incaricato di occuparmi di questa questione – racconta il sacerdote –, di informarmi su questa cucina e di preparare un progetto che in seguito abbiamo inviato all'Elemosineria apostolica in Vaticano. In tempi piuttosto brevi, l’Elemosineria ha stanziato un aiuto proprio per questa causa. E ho avuto la meravigliosa opportunità di recarmi nella regione di Rivne, nel villaggio di Berestia, per consegnare direttamente questo aiuto».

Tetiana nella sua cucina
Tetiana nella sua cucina

L’idea di Tetiana

Tetiana è una volontaria ucraina che ha riunito attorno a sé molte donne ucraine del proprio villaggio e dei paesi vicini per preparare pasti per i militari ucraini in sacchetti “retort” (confezioni speciali che consentono al cibo di conservarsi a lungo senza frigorifero). Queste donne si riuniscono regolarmente a casa di Tetiana, dove sono stati allestiti appositi locali per preparare le pietanze. «Quando siamo arrivati lì – racconta don Viktor –, siamo stati accolti con grande ospitalità, non me l’aspettavo. Ci siamo recati insieme al parroco della chiesa cattolica latina di Sarny, perché è il territorio di quella parrocchia. Ci hanno accolti con il pane tradizionale (korovai), appositamente fatto per noi e ci hanno raccontato l'intero processo di preparazione dei piatti: dall'inizio alla fine».

L’aiuto del Papa

Il sacerdote ha osservato che per questi volontari l'aiuto proveniente dal Vaticano ha un duplice significato. Sono persone credenti, tra di loro non ci sono cattolici ma solo ortodossi e protestanti. «Non mi aspettavo che volessero sottolineare così tanto di aver ricevuto l'aiuto proprio dall'Elemosineria apostolica – afferma il sacerdote –. Persino quando ci hanno accolti, ci hanno detto: “sono venuti da noi i rappresentanti del Papa”. E hanno diffuso questa notizia sui social network. Abbiamo pregato insieme, ho benedetto i cibi e abbiamo pregato anche per i nostri militari». In secondo luogo, come ha spiegato don Viktor, desideravano che anche altri vedessero l’aiuto del Vaticano, del Papa tramite il suo Elemosiniere, che potrebbe spingere anche altri a farsi avanti e a partecipare ancora di più a quest'opera.

Don Viktor Bilous
Don Viktor Bilous

Il lavoro certosino di 10 donne

«Ciò che mi ha commosso è il fatto che i volontari si siano organizzati autonomamente e abbiano sempre fatto molto affidamento sulla Provvidenza e sull'aiuto divino, dato che le risorse personali a loro disposizione non sono molte – racconta il collaboratore della nunziatura in Ucraina –. Mi ha commosso anche la dedizione sia di Tetiana sia di queste donne che la aiutano, perché si tratta di un lavoro veramente difficile. Ho visto quei grandi calderoni in cui viene preparato il cibo, poi il confezionamento delle pietanze nei sacchetti retort e infine il loro posizionamento nelle autoclavi per la sterilizzazione e il trattamento termico. Tutto ciò – prosegue don Viktor - richiede anche uno sforzo fisico. L'autoclave deve essere posta su una stufa a gas e successivamente rimossa. Dopodiché, si applicano sui sacchetti delle etichette con le informazioni sul cibo, vengono confezionate scatole poi spedite ai militari verso diverse direzioni della linea del fronte. È un lavoro costante. La sola procedura per preparare un lotto di questo tipo richiede un'intera giornata. A questo lavoro partecipano circa dieci donne; a volte di più, a volte di meno».

Il cibo confezionato nella cucina solidale
Il cibo confezionato nella cucina solidale

Il bello della Chiesa

Il sacerdote ha spiegato che, in generale, lo Stato fornisce cibo ai propri militari e, a prima vista, sembrerebbe non esserci più bisogno che i volontari si impegnino in questo settore. Tuttavia, i pasti da loro offerti risultano di lunga conservazione, più di qualità e più gustosi. «Pertanto, se i militari hanno il contatto dei volontari che se ne occupano – ha osservato –, si rivolgono direttamente a loro per avere del buon cibo e quindi una maggiore resistenza nel loro durissimo servizio in prima linea». Le volontarie ultimamente preparano soprattutto i piatti di cereali – grano saraceno, orzo, riso, ecc. – in alcuni casi questi cibi vengono persino consegnati ai soldati tramite i droni. I militari raccontano che, durante i bombardamenti, il sacchetto di cibo può venir danneggiato ma, trattandosi di cereali questi si possono raccogliere. «È chiaro che è molto importante sostenere iniziative così piccole, poiché moltissime persone sono coinvolte in quest'opera e moltissimi militari ricevono un nutrimento buono e di qualità», sottolinea don Viktor.

Il sacerdote aggiunge che, come collaboratore della Nunziatura Apostolica a Kyiv, ha l'opportunità di vedere quanto sia bella ed efficace la Chiesa, la Chiesa universale. «Poiché la nunziatura coordina diversi progetti, ho la possibilità di vedere come tutto ciò avvenga. Sono orgoglioso che la Chiesa cattolica possa fare tanto bene, senza attendere tempi migliori. E il bene che compie arriva davvero in modo mirato alle persone che ne hanno realmente bisogno. Questo è ciò che mi colpisce sempre piacevolmente e sono felice di poter essere almeno in parte coinvolto in tutto questo».

I macchinari per il confezionamento del cibo
I macchinari per il confezionamento del cibo

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25 agosto 2026, 12:40