Tavola valdese, il pastore William Jourdan eletto nuovo moderatore
di Donatella Coalova
È il pastore William Jourdan il nuovo moderatore della Tavola valdese, eletto ieri, mercoledì 26 agosto, nella giornata conclusiva del Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste, che si è tenuto a Torre Pellice, in provincia di Torino. Nato nel 1982 a Pinerolo (TO), ha frequentato il Collegio valdese di Torre Pellice. Ha studiato teologia a Roma, presso la Facoltà valdese di Teologia, a Heidelberg e a Losanna. Fra i suoi diversi incarichi, ha collaborato con l’editrice Claudiana e con la rivista «Protestantesimo». Ha significative esperienze in ambito ecumenico, sia a livello nazionale sia internazionale.
Il luogo della fraternità
Nel suo primo discorso come moderatore, ha ribadito: «Dio è buono. Solo questo ci muove a vivere la fede in modo appassionato e a rivolgerci con compassione alle vittime di questa terra». Poi ha sottolineato: «Se mi considero separato dal fratello, dalla sorella, significa che non vedo più Gesù Cristo fra lui e me, fra lei e me. E questa è la morte della Chiesa […]. La fraternità non è lo spazio dell’uniformità, è il luogo concreto in cui le nostre differenze non sono capaci di rinnegare quel legame che Cristo ha voluto istituire fra noi. Vorrei dire: comportiamoci come Chiesa che desidera costruire e non spezzare».
Un clima ecumenico
Il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste si era aperto il 22 agosto scorso con un culto solenne, presieduto dal pastore Eugenio Bernardini che, durante il suo mandato come moderatore della Tavola valdese, invitò Papa Francesco nel Tempio valdese di Torino, per lo storico incontro del 22/6/2015. Anche sabato il pastore Bernardini ha subito creato un clima ecumenico, salutando con gioia i rappresentanti «giunti dall’ecumene cristiana, un vero dono di ricchezza spirituale». In particolare, ha rivolto un caldo benvenuto al vescovo Derio Olivero, presente a nome della Cei, e ha sottolineato che il magistero di Papa Leone XIV «continua nel solco di una fraternità ritrovata e rafforzata. Questo è per noi un incoraggiamento e un segno dello Spirito che soffia».
La guerra è sempre contraria alla volontà di Dio
Nel suo intenso sermone sull’episodio del giovane ricco (Matteo, 19, 16-26), Bernardini ha innanzitutto ricordato le figure di Valdo di Lione e Francesco di Assisi. Poi ha messo in guardia contro la tentazione di usare «una Bibbia bucata, privata cioè dei suoi richiami alla giustizia sociale, al diritto degli umili, ai limiti di potere dato ai governanti, anch’essi sotto il giudizio di Dio e non sopra». E ha detto: «Non esiste la guerra giusta o, peggio, la guerra santa. La guerra è sempre contraria alla volontà di Dio. […]. È nostro dovere denunciare questo uso del Nome di Dio come un abuso e una blasfemia. Perché? Perché Dio è buono. Anzi, è l’unico buono! Una verità netta, disarmante…disarmata: Dio è buono! […]. Dio ama i piccoli … e chi si fa piccolo». Affermazioni che sono risuonate con forza nel Tempio di Torre Pellice, alle cui pareti sono attaccate lunghissime strisce di carta con i nomi delle vittime palestinesi, fra cui ci sono i nomi di tantissimi bambini.
I problemi dell'ora presente
Nel pre-sinodo, la sera del 20 agosto, il pastore Munther Isaac, direttore del Bethlehem Institute for Peace and Justice, ha portato la sua tragica testimonianza sulla situazione in Cisgiordania. Giunto da Ramallah, si è commosso nel vedere queste strisce di carta appese alle pareti.Il dibattito sinodale si è aperto focalizzandosi sui tanti problemi dell’ora presente: le democrazie «in bilico», le guerre, la situazione difficile dei migranti, lo sfruttamento dei braccianti agricoli, l’emergenza abitativa. Poi i deputati sinodali si sono concentrati sulle strutture ecclesiastiche (circuiti e distretti), sulle preoccupazioni circa il futuro delle chiese, sulla gestione dell’otto per mille lungo questi 35 anni, sulla diaconia, sulla cultura, l’editoria, l’intelligenza artificiale.
50 anni della Federazione delle donne evangeliche in Italia
Quest’anno la Fdei (Federazione delle donne evangeliche in Italia) ha celebrato i suoi 50 anni proponendo alcune interessanti iniziative. Circa l’ecumenismo, il pastore Daniele Bouchard, presidente del Sinodo, ha detto che si tratta di una «parte integrante della vita delle Chiese, con rapporti consolidati e una particolare vivacità a livello locale». Netta, infine, la sua condanna sia dell’islamofobia sia dell’antigiudaismo.
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