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Bombardamenti su Teheran, in Iran Bombardamenti su Teheran, in Iran  

Raid su vasta scala dell’Iran, colpito Israele e numerosi Paesi del Golfo

Prosegue senza sosta l’ondata di attacchi iraniani nell’area: presi di mira Emirati Arabi Uniti, Qatar e le basi statunitensi in Bahrein e in Iraq. Terrore a Tel Aviv. Teheran ribadisce: "Non ci fermeremo fino alla neutralizzazione del nemico"

Paola Simonetti e Roberta Barbi – Città del Vaticano

Nella notte l’Iran ha lanciato l’operazione più violenta e intensa dall’inizio del conflitto. A sottolinearlo lo stesso Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Il lancio massiccio di missili, tra cui quello balistico a lungo raggio Khorramshahr, ha preso di mira obiettivi in Israele e basi statunitensi.

Gli obiettivi di Teheran 

Gli attacchi iraniani hanno colpito, in particolare le vicinanze di Tel Aviv, ma anche il territorio cittadino: decine di migliaia le persone in fuga e in cerca di rifugi. Nel mirino di Teheran anche gli Emirati Arabi Uniti: nelle ultime ore due droni iraniani hanno colpito, secondo fonti locali, l'aeroporto internazionale di Dubai, ferendo quattro persone. Fra i principali bersagli delle forze iraniane ci sono le basi statunitensi dell’area, quella di Erbil in Iraq, dove nel mirino c’è stata la sede dell’ambasciata americana, quella della Quinta Flotta della Marina Usa in Bahrein e la base in Kuwait. Di contro, Stati Uniti e Israele hanno sferrato raid nei pressi dell'aeroporto Mehrabad di Teheran.

La difesa dell’Iran

Colpi di risposta che non spezzano, tuttavia, la determinazione iraniana: "Continueremo i nostri attacchi– hanno dichiarato nelle ultime ore i Pasdaran- fino alla resa completa del nemico. La guerra finirà – hanno aggiunto - solo quando l'ombra del conflitto sarà allontanata dal nostro Paese". A fargli eco il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che rispondendo alle dichiarazioni provenienti da Stati Uniti e Israele secondo cui la potenza militare iraniana è stata smantellata, a Israele fa sapere che “la sua punizione è solo all’inizio”.  Intanto, sotto attacco, c’è anche lo strategico Stretto di Hormuz dove un proiettile, per ora sconosciuto ha colpito anche una nave cargo provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare, secondo quanto riferito dall'Agenzia marittima britannica

Il giro di vite iraniano

Nel contesto del conflitto in corso arrivano maglie più strette da parte delle autorità iraniane per la gestione dell’ordine pubblico: il capo della polizia nazionale, Ahmad-Reza Radan, ha avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi il potere costituito sarà trattato come un "nemico e sottoposto allo stesso trattamento di un nemico", ha dichiarato in un commento trasmesso dalla televisione di Stato.

L’operazione militare di Israele in Libano

Sono una ventina, nelle ultime ore, le vittime degli attacchi israeliani nell’altro fronte di guerra, il Libano, contro la milizia sciita di Hezbollah che fa sapere di aver lanciato razzi contro le postazioni delle forze di difesa israeliane vicino la città di Khiam, all’insediamento israeliano di Kfar Yuval e nell’area di Porta Fatima. Sei i morti e diversi i feriti nella parte sud del Paese, dove i raid si sono concentrati soprattutto sul distretto di Tiro, ad Hanaway. Tra loro anche un paramedico della Croce Rossa libanese impegnato nel soccorso dei feriti, fatto che ha scatenato le proteste del governo. Nella notte gli attacchi aerei sono proseguiti anche nei sobborghi meridionali della capitale Beirut, noti come Dahiyeh, e nella Valle del Bekaa, a oriente vicino al confine con la Siria, dove un uomo è rimasto ucciso a Zlaya e dove si contano almeno dieci vittime a Tbnin. Secondo una stima del governo libanese, dall’inizio del nuovo conflitto - il 2 marzo scorso – nel Paese ci sarebbero già 760.000 sfollati, dei quali 120mila accolti nei centri dello Stato.

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11 marzo 2026, 09:37