Medio Oriente, proseguono gli sforzi di mediazione tra Usa e Iran
Beatrice Guarrera - Città del Vaticano
Mentre gli Stati Uniti continuano ad attendere la risposta da parte dell'Iran alla loro ultima proposta di pace per chiudere la guerra, continuano gli sforzi di mediazione. Ieri, sabato 9 maggio, il segretario di Stato americano Marco Rubio e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff hanno incontrato a Miami il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, nell'ambito degli sforzi per raggiungere un accordo sulla chiusura del conflitto in Iran. L'incontro è stato poi confermato dallo stesso Rubio. Il Qatar sta svolgendo un ruolo di mediazione primario, infatti, nel tentativo di portare avanti le trattative tra Usa e Iran, che stanno negoziando un memorandum in 14 punti.
Pieno sostegno agli sforzi di mediazione
All'indomani dell'incontro a Miami, oggi le principali agenzie di stampa hanno riportato la notizia di un colloquio telefonico tra il premier e il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, e il premier pakistano, Shehbaz Sharif. Il ministero degli Esteri di Doha fa sapere che Al-Thani ha confermato "pieno sostegno per gli sforzi di mediazione da parte del Pakistan volti a porre fine alla crisi con mezzi pacifici" e ha ribadito la "necessità tutte le parti rispondano a questi sforzi per creare le condizioni per progressi nei negoziati" e arrivare a un "accordo complessivo" e a una "pace sostenibile nella regione". Al centro del colloquio, riferiscono da Doha, anche la cooperazione tra Qatar e Pakistan le "modalità per sostenerla e rafforzarla".
Il nodo Hormuz
Intanto il generale di brigata Amir Akraminia, portavoce dell'esercito iraniano, citato dai media statali, ha dichiarato che d'ora in poi, "i Paesi che seguiranno gli Stati Uniti nell'imporre sanzioni contro la Repubblica islamica dell'Iran avranno certamente problemi ad attraversare lo Stretto di Hormuz". La comunicazione arriva a poche ore dalla notizia, invece, che la nave qatariana Al Kharaitiyat carica di gas naturale liquefatto (Gnl) ha attraversato lo Stretto di Hormuz diretta in Pakistan. È la prima nave cisterna di proprietà e gestita dal Qatar ad aver attraversato lo stretto dall'inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti il 28febbraio, secondo gli analisti del settore marittimo citati dalla Cnn. Alle 4 di domenica ora locale Al Kharaitiyat si trovava nel Golfo dell'Oman. La sua rotta mostra che ha attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando la rotta settentrionale approvata dall'Iran, vicino all'isola di Qeshm. La Al Kharaitiyat, che può trasportare oltre 200.000 metri cubi di gas liquefatto, ha preso il suo carico presso l'hub di esportazione di Ras Laffan in Qatar all'inizio del mese.
L'avvertimento dell'Iran
Oggi Ebrahim Rezae, nuovo portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale iraniana, ha dichiarato, inoltre, che gli Stati Uniti dovrebbero prendere atto della nuova realtà e arrendersi. "Da oggi la nostra pazienza è finita: ogni attacco alle nostre navi sarà accolta con una risposta pesante e decisa dell'Iran contro le navi e le basi americane", ha avvertito. "L'orologio scorre ed è a svantaggio degli americani: è nel loro interesse non commettere follie e non affondare ulteriormente nel pantano in cui sono caduti. Il modo migliore è arrendersi e concedere concessioni. Dovrete abituarvi al nuovo ordine regionale", ha ammonito.
Il ruolo di Mojtabah Khamenei
Nel frattempo oggi il comandante dello stato maggiore unificato, Khatam al-Anbiya, è stato ricevuto dal leader supremo iraniano Mojtabah Khamenei, come riferito l'agenzia Tasnim. L'Iran è pronto a reagire a qualsiasi aggressione e a "far pentire" i suoi nemici, avrebbe dichiarato al-Anbiya. La diffusione della notizia dell'incontro sembra avere lo scopo di confermare il ruolo attivo di Khamenei, anche se l'ayatollah continua a non farsi vedere in pubblico. Mojtaba è ancora convalescente per le gravi ferite riportate nell'attacco in cui è stato ucciso il padre Alì il 28 febbraio. Di recente, il presidente Massoud Pezeshkian ha comunicato di avere avuto un lungo colloquio con la nuova guida suprema. E ora Khamenei avrebbe ricevuto da Abdullah garanzie di "piena obbedienza" dei militari ai suoi ordini.
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