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Un'immagine satellitare del sito nucleare di Isfahan Un'immagine satellitare del sito nucleare di Isfahan 

Medio Oriente, si tratta sulle ispezioni dell'AIEA in Iran

Rimangono aperte le trattative tecniche tra Teheran e Washington, ma resta ancora da chiarire la questione delle ispezioni da parte della Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) alle centrali nucleari iraniane. Annunciato invece l’accordo per lo sblocco di fondi iraniani congelati. La Casa Bianca aumenta la pressione su Israele affinché ritiri le truppe dal Libano

Silvia Giovanrosa – Città del Vaticano

"Non abbiamo incontrato" il capo dell'agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, né ci sono in programma visite: così il ministero degli Esteri iraniano smentisce le dichiarazioni degli Stati Uniti per cui Teheran avrebbe accettato le ispezioni dell’AIEA. Tuttavia, la Casa Bianca non si arrende e ribatte che "se l’Iran non avesse accettato allora non ci sarebbero ulteriori negoziati". Non si sbroglia dunque ancora la matassa sulla questione nucleare, con il governo di Teheran che continua a ribadire lo scopo pacifico della produzione di energia atomica e che nulla hanno a che fare con la produzione della bomba nucleare.

Le dichiarazioni della AIEA

Sebbene siano contrastanti le dichiarazioni sulle ispezioni dell’agenzia Internazionale per l’Energia Atomica alle centrali iraniane. Il direttore generale della AIEA, Raphael Grossi, ha sottolineato che queste ispezioni ci saranno, se non ora in un prossimo futuro. I rapporti tra Teheran e l’agenzia sono stati ricchi di tensioni in passato a causa delle accuse del governo iraniano di una colloborazione tra l’AIEA ed Israele.

La questione missilistica

Altra questione che pone freni alle trattative è quella del programma missilistico iraniano. Più volte in passato il capo della Casa Bianca, Donald Trump, ha ribadito la necessità per Teheran di ridurre la capacità di produzione missilistica. Proprio ieri, Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, con parole che non lasciano margini di manovra, ha fatto sapere che i vettori balistici "non fanno parte dell'accordo con gli Stati Uniti" e "non lo saranno mai".

Lo Stretto di Hormuz

L'Iran ha riferito che oltre 40 navi hanno attraversato Hormuz da ieri
L'Iran ha riferito che oltre 40 navi hanno attraversato Hormuz da ieri

L’Iran continua a sostenere di voler mantenere il pieno controllo del passaggio marittimo rimasto bloccato fino alla firma digitale delle trattative in Francia, anche se, a detta di Trump, "19 milioni di barili" di petrolio ieri sono già transitati attraverso lo Stretto. Stando a quanto dichiarato dal segretario di Stato americano, Marco Rubio, in missione diplomatica negli Emirati Arabi Uniti, applicare un pedaggio su Hormuz sarebbe illegale. Dello stesso avviso è il Qatar che ha dichiarato di opporsi a qualsiasi piano iraniano di imporre tariffe nello Stretto, un provvedimento contrario a qualsiasi protocollo internazionale.

Il fronte libanese

Intanto una delegazione libanese è arrivata negli Usa per un nuovo ciclo di negoziati con Israele. Condizione necessaria per porre fine alla guerra è sempre stata, secondo Teheran, il ritiro delle truppe israeliane dal Paese dei Cedri. I media israeliani hanno reso noto che gli Stati Uniti sperano che i negoziati portino Israele ad accettare un ritiro parziale da alcuni territori del Libano meridionale, dove le truppe israeliane verrebbero sostituite dall'esercito libanese, in quello che viene definito un "programma pilota" che prevederebbe il ritiro dell'Idf da alcune aree del sud del Paese dei Cedri e il trasferimento del controllo all'esercito di Beirut. Dal 2 marzo, quando sono riprese le ostilità con Hezbollah, i raid di Tel Aviv hanno causato oltre 4.000 morti nel Paese dei cedri.

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24 giugno 2026, 09:21