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Nave nello Stretto di Hormuz Nave nello Stretto di Hormuz  (AFP or licensors)

Tregua fra Usa e Iran. Ma Teheran smentisce l'incontro di domani in Qatar

Temporaneamente sospese le ostilità tra Stati Uniti e iraniani, dopo la ripresa di attacchi incrociati negli ultimi giorni. Le delegazioni dei due Paesi avrebbero dovuto incontrarsi domani a Doha per riprendere le trattative tecniche sul programma nucleare iraniano, ma la notizia è stata smentita dagli iraniani. A Muscat il primo incontro tra Iran e Oman per discutere del controllo dello Stretto di Hormuz

Paola Simonetti – Città del Vaticano

L’accordo sembrava essere arrivato in extremis, dopo colpi incrociati tra Stati Uniti e Iran nel Golfo che avevano rotto la precedente intesa di tregua a seguito della firma dell’accordo quadro per la fine delle ostilità. Dopo minacce reciproche e il Bahrein che aveva chiesto un intervento internazionale per fermare gli attacchi iraniani, i due Paesi sembrava avessero concordato una distensione temporanea per incontrarsi, rappresentati da due delegazioni, domani, martedì 30 giugno, a Doha in Qatar, per discutere in primis del programma nucleare iraniano. È stato invece il ministero degli Esteri di Teheran a smentire l'incontro, almeno non previsto in questa settimana. Intanto a Muscat si è tenuto il primo incontro Iran-Oman sulla futura gestione dello Stretto di Hormuz, incluse - ha annunciato l'emittente panaraba Al Jazeera - possibili tariffe per garantire un transito marittimo sicuro.

Le minacce al Bahrein

Ma la tensione resta alta nell'area, con l'Iran che avverte il Bahrein: "Colpiremo più duro se provocati" ha avvisato un consigliere della Guida Suprema iraniana che ha aggiunto:  "Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l'Iran ad adottare decisioni drastiche", ha dichiarato Ali Akbar Velayati, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, legata ai pasdaran.

Il nodo del Libano

In questo contesto, cruciale resta la posizione del Libano con il presidente del Parlamento libanese,  Nabih Berri, che ha fatto sapere che l'accordo quadro siglato con Israele sotto l'egida degli Usa "non sarà adottato", ritenendo che non garantisca i diritti del suo Paese. Firmata venerdì a Washington, l’intesa mirerebbe a raggiungere una "pace duratura" anche tra Libano e Israele e prevede il disarmo di Hezbollah. Ma lo stesso movimento islamico ha accusato l'esercito israeliano di aver spezzato il cessate il fuoco lanciando diversi attacchi nelle aree meridionali nella giornata di ieri. "Monitoriamo e osserviamo queste violazioni - si legge in una dichiarazione - e ci riserviamo il diritto di difendere la nostra patria e il nostro popolo”.

 

Aggiornamento alle 12.44

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29 giugno 2026, 09:08