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Il Papa: la malvagità corrompe la storia, chiamati ad essere annunciatori di verità

Al Regina Caeli, Leone XIV ricorda il valore della testimonianza cristiana e della comunicazione onesta, esorta ad annunciare con le parole e le opere la Pasqua di Cristo che significa “dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti”. Il Pontefice si sofferma sulla figura di Papa Francesco scomparso il 21 aprile dello scorso anno, e sulla sua “grande testimonianza di fede e di amore”

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

La verità oscurata dalle fake news e dalla menzogna ma che comunque viene incontro “viva e raggiante”, Gesù è infatti “la buona notizia da testimoniare al mondo”; un mondo in cui la malvagità “corrompe la storia e confonde le coscienze”. Papa Leone al Regina Caeli di oggi, 6 aprile,  con circa 8mila fedeli in Piazza San Pietro sottolinea che “l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro”.

Penso ai popoli tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell’istruzione. Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti. Quando viene proclamata nel mondo, infatti, la Buona Novella rischiara ogni ombra, in ogni tempo.

LEGGI QUI LA CATECHESI DEL PAPA AL REGINA CAELI

I racconti di vita e di morte

È il Vangelo di Matteo a guidare la riflessione del Papa che ricorda come la liturgia, in questo tempo pasquale, celebra “l’ingresso dell’intera creazione nel tempo della salvezza: la disperazione della morte – afferma - è tolta per sempre, nel nome di Gesù”. Il Pontefice si sofferma sul racconto delle donne “che hanno incontrato il Risorto” e quello delle guardie che, corrotte dai capi del sinedrio, dicono che il corpo di Gesù è stato rubato.

Da uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva.

Le fake news

Due versioni che stridono fortemente nella sostanza più profonda e che Leone prende ad esempio per ricordare l’importanza di comunicare la verità.

Questo contrasto ci fa riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento.

La verità viene incontro

“Davanti a tali ostacoli, però, - aggiunge il Papa - la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte”. Ricorda le parole di Gesù alle donne – “Non temete! Andate ad annunciare” – che valgono anche oggi.

Egli stesso diventa così la buona notizia da testimoniare nel mondo: la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, la Pasqua dell’umanità, perché quest’uomo, che è morto per noi, è il Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita. Come il Risorto, sempre vivo e presente, libera il passato da una fine distruttiva, così l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro.

L’auspicio del Papa è che questo Vangelo raggiunga “quanti sono oppressi dalla malvagità”.

Il ricordo di Papa Francesco

A conclusione del Regina Caeli, la preghiera mariana che viene recitata fino alla solennità della Pentecoste, Leone ricorda tra gli applausi Papa Francesco che il 21 aprile 2025, Lunedì dell’Angelo, consegnò “la vita al Signore”.

Mentre facciamo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore, preghiamo insieme la Vergine Maria, Sede della sapienza, perché possiamo diventare annunciatori sempre più luminosi della verità.

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06 aprile 2026, 12:11

Cos’è il Regina Caeli ?

L’antifona Regina Caeli (o Regina Coeli) è una delle quattro antifone mariane (le altre sono l’Alma Redemptoris Mater,  l’Ave Regina Caelorum e il Salve Regina).

Fu Papa Benedetto XIV, nel 1742, a prescrivere che venisse recitata al posto dell’Angelus e stando in piedi, come segno di vittoria sulla morte, durante il Tempo Pasquale, cioè dalla domenica di Pasqua fino al giorno di Pentecoste.

Viene recitata, come l’Angelus, tre volte al giorno: all’alba, a mezzogiorno e al tramonto, per consacrare la giornata a Dio e a Maria.

Questa antica antifona risalirebbe, secondo una pia tradizione,  al VI o al X secolo, mentre la sua diffusione è documentata dalla prima metà del XIII secolo, quando viene inserita nel Breviario francescano. È composta da quattro brevi versi ciascuno dei quali si conclude con l’Alleluia, ed è la preghiera che i fedeli rivolgono a Maria, Regina del Cielo, per gioire con lei della resurrezione di Cristo.

Papa Francesco, il 6 aprile 2015, proprio durante la recita del Regina Caeli nel giorno successivo alla Pasqua, ha consigliato quale deve essere la disposizione del cuore quando si recita questa preghiera:  

“… ci rivolgiamo a Maria invitandola a rallegrarsi, perché Colui che ha portato in grembo è risorto come aveva promesso, e ci affidiamo alla sua intercessione. In realtà, la nostra gioia è un riflesso della gioia di Maria, perché è Lei che ha custodito e custodisce con fede gli eventi di Gesù. Recitiamo dunque questa preghiera con la commozione dei figli che sono felici perché la loro Madre è felice”.

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