Il Papa preoccupato le violenze nella Regione del Sahel Il Papa preoccupato le violenze nella Regione del Sahel

Il Papa: preoccupato per il terrorismo nel Sahel, cessino le violenze e si arrivi alla pace

Al Regina Cæli, Leone XIV lancia un appello per Ciad e Mali colpiti da duri attacchi. Assicura vicinanza alle vittime e incoraggia "ogni sforzo" per pace e sviluppo. Il Pontefice ringrazia poi le Canarie per aver accolto la nave Hondius, al centro del focolaio di hantavirus, e si dice contento di incontrare la popolazione nel viaggio di giugno in Spagna. Infine un saluto all'"amata" Chiesa copta e un "pensiero speciale" a tutte le mamme, specialmente quelle in condizioni difficili

Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano

Si fanno cupi lo sguardo e il tono della voce di Papa Leone XIV quando, al termine del Regina Cæli di oggi, 10 maggio, in Piazza San Pietro, rivolge un pensiero alla Regione del Sahel. Una porzione di mondo lontana dai riflettori del media ma al centro, in queste settimane, di una escalation di tensioni e brutalità.

Ho appreso con preoccupazione le notizie sull’aumento delle violenze nella Regione del Sahel, in particolare in Ciad e in Mali, colpiti da recenti attacchi terroristici

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLE PAROLE DEL PAPA AL TERMINE DEL REGINA CÆLI

In Ciad si contano infatti oltre 40 morti in due giorni di scontri intercomunitari che hanno colpito, qualche settimana fa, la provincia di Wadi-Fira, nell’est del Paese. Una violenza che ha travolto un’area già segnata da tensioni profonde, lasciando dietro di sé numerosi feriti e villaggi devastati. Lo stesso in Mali dove una nuova ondata di attacchi da parte di combattenti jihadisti del gruppo Jnim, affiliato ad al Qaeda, ha portato negli ultimi giorni alla morte di almeno 70 persone, secondo quanto riferito da fonti locali e forze di sicurezza. Proprio ieri mattina il Papa ricevendo i membri della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel chiedeva giustizia per i popoli di questa parte dell’Africa, oltre che il "rispetto" e la "promozione dell’inalienabile dignità umana” di ogni singolo individuo. In questa domenica, in Piazza San Pietro, dinanzi a 25 mila fedeli, esprime angoscia, assicura preghiere e incoraggia ogni sforzo per la pace.

Assicuro la mia preghiera per le vittime e la vicinanza a quanti soffrono. Auspico che cessi ogni forma di violenza e incoraggio ogni sforzo per la pace e lo sviluppo in quell’amata terra

Il grazie alle Canarie

Lo sguardo del Papa si sposta poi a quel popolo dalle coste aperte quale è quello delle Canarie. In spagnolo Papa Leone dice “grazie” perché, dopo l’accoglienza a centinaia di migliaia di migranti in questi anni, los canarios hanno ora mostrato nuovamente un istinto di solidarietà accogliendo a Tenerife, la nave da crociera Hondius, battente bandiera olandese, al centro del più delicato focolaio della nuova infezione che avrebbe contagiato otto persone (cinque dei quali confermati dall’Oms) e provocato tre decessi: una coppia olandese e una donna tedesca. Mentre è in atto una rete di controlli che coinvolge Europa, Africa, Americhe e organismi sanitari internazionali, e mentre il caso rievoca i fantasmi dell’epoca del Covid-19, la Hondius è arrivata prima dell’alba di oggi a Tenerife, con le banchine del porto industriale di Granadilla de Abona isolate, i mezzi militari in attesa e una catena di trasferimento pensata per impedire qualsiasi contatto con la popolazione locale.

Dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Papa ringrazia dunque per "la calorosa accoglienza" e si dice contento di incontrare la gente delle Canarie nell’ambito del suo viaggio in Spagna dei prossimi 6-12 giugno che prevede proprio una doppia tappa a Gran Canarie e Tenerife.

Quiero agradecer la acogida que caracteriza al pueblo de las islas Canarias... Desidero esprimere la mia gratitudine per la calorosa accoglienza che caratterizza gli abitanti delle Isole Canarie, che ha permesso alla nave da crociera Hondius di attraccare con a bordo i pazienti affetti da Hantavirus. Sarò lieto di potervi incontrare il mese prossimo durante la mia visita alle isole

Fedeli dalla Spagna in Piazza San Pietro per il Regina Cæli del Papa
Fedeli dalla Spagna in Piazza San Pietro per il Regina Cæli del Papa   (@Vatican Media)

Saluto fraterno alla Chiesa Copta 

Da parte del Papa, infine, il ricordo della “Giornata dell’amicizia copto-cattolica”, una delle più importanti ricorrenze di dialogo ecumenico istituita nel 2013, a quarant’anni esatti dall’incontro tra Papa Paolo VI e il patriarca copto Shenouda III del 1973, e celebrata ogni 10 maggio. Leone XIV invia un “saluto fraterno” a Papa Tawadros II, che non ha ancora avuto modo di incontrare. Il Patriarca copto - che ieri ha celebrato l'eucarestia nella Basilica di San Marco a Venezia, insieme ad alcuni vescovi e presbiteri copti - aveva inviato una lettera di congratulazioni al Pontefice in occasione dell’elezione nel 2025 e i due hanno avuto pure una telefonata. In attesa di un incontro - come avvenuto numerose volte durante il pontificato di Francesco - Papa Leone dice di pregare per "tutta l’amata Chiesa copta”:

Nella speranza che il nostro cammino di amicizia ci conduca all’unità perfetta in Cristo, che ci ha chiamato “amici” (cfr Gv 15,15)

Un pensiero speciale a tutte le mamme

Non manca, infine, nei pensieri e nelle parole del Papa il “pensiero speciale” a tutte le mamme, festeggiate oggi in Italia e in diversi Paesi del Mondo. Leone le affida tutte alla “intercessione di Maria, la madre di Gesù e nostra”.

Preghiamo con affetto e gratitudine per ogni mamma, specialmente per quelle che vivono in condizioni più difficili. Grazie! Che Dio vi benedica!

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10 maggio 2026, 12:20