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Il Papa: ostilità e persecuzioni per tanti cristiani, rispondere all'odio con l'amore

Alla catechesi dell'Angelus domenicale, l'incoraggiamento di Leone XIV a testimoniare il Vangelo "anche là dove il suo valore non è compreso o accettato". L'invito è ad essere miti e perseveranti affondando le radici della fede e della missione in un intenso rapporto con Dio: contemplare non è un'esperienza escusiva di certi eremiti. "Continuare a trasmettere a tutti, in ogni circostanza, il suo messaggio di speranza, d’amore e di pace. Il mondo ne ha tanto bisogno!"

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Come annunciare la Buona Notizia per i discepoli in missione. Nella catechesi di Leone, il commento del Vangelo di Matteo che oggi, 21 giugno, propone il brano in cui emerge lo stile suggerito da Gesù che non può prescindere dalla "condivisione di un incontro personale con Lui, unico per ciascuno". All'indomani della sua visita pastorale a Pavia e Sant'Angelo Lodigiano, il Pontefice esorta a riattingere di continuo alla sorgente vera che dovrebbe ispirare ogni azione e ogni parola del cristiano. 

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA CATECHESI DEL PAPA

Non basta la tecnica per annunciare il Vangelo

Il Papa agostiniano, anche sulla scia della sua recente enciclica, ricorda che non è possibile testimoniare ciò di cui non si è fatta esperienza personale, solo per sentito dire. 

La forza dell’apostolato, infatti, al di là di tecniche e strumenti, si fonda sull’opera dello Spirito Santo in noi e sull’autenticità della nostra risposta.


Testimoniare anche dove non si è compresi o accettati

Ciò su cui si sofferma il Pontefice è l'integrazione fede-vita. La testimonianza è il frutto inevitabile di un nutrimento assiduo fondato sulla relazione con Dio. "Questo ci rende sempre più persone dalla fede solida e consapevole - sottolinea -, e di conseguenza apostoli credibili e liberi, uomini e donne capaci di riflettere la luce del Vangelo in ogni ambiente e in ogni situazione della vita, e di testimoniarlo anche là dove il suo valore non è compreso o accettato". E aggiunge:

Non bisogna pensare che “contemplare” sia un’esperienza esclusiva, riservata ad alcuni santi o ai monaci e agli eremiti. Tutti possiamo farlo, sforzandoci di custodire, tra gli impegni delle nostre giornate, momenti di quiete in cui metterci in silenzio davanti a Dio

Rispondere con l'amore

Leone XIV, infine, ricorda la vita non facile delle prime comunità cristiane e cita il suo predecessore Francesco in Evangelii gaudium. Così esorta a rispondere all’odio con l’amore, alla prepotenza con la mitezza, allo scoraggiamento con la perseveranza, laddove il Vangelo risulta più 'scomodo'. Le antiche ostilità e persecuzioni, chiosa, si ripropongono ancora oggi in vari luoghi: di fronte alla tentazione di scoraggiarsi e di lasciarsi vincere dalla stanchezza o dalla paura, l'antidoto resta sempre lo stesso.

È necessario - precisa - che affondiamo le radici della nostra fede e della nostra missione in un intenso rapporto con Lui. Questo ci dà la forza di non arrenderci e di continuare a trasmettere a tutti, in ogni circostanza, il suo messaggio di speranza, d’amore e di pace. Il mondo ne ha tanto bisogno!

Scatto sulla piazza
Scatto sulla piazza   (@Vatican Media)

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21 giugno 2026, 12:10