Cerca

Il cardinale Carlos Castillo, arcivescovo di Lima, con Papa Leone XIV Il cardinale Carlos Castillo, arcivescovo di Lima, con Papa Leone XIV 

Il Papa in Perù, il cardinale Castillo: spinta all'unità in mezzo alle sfide del Paese

In vista dell'arrivo di Leone XIV nel Paese sudamericano, in programma dall’11 al 17 novembre, l'arcivescovo di Lima sottolinea la gioia con cui la Chiesa e il popolo peruviano aspettano il Pontefice "amico della gente" ed evidenzia che la sua presenza rappresenta uno stimolo per rafforzare la fratellanza e la ricerca della pace in una nazione che attraversa un momento complesso, segnata da insicurezza e disuguaglianze

Patricia Ynestroza – Città del Vaticano

Fervono già i preparativi in Perù dove il Papa si recherà dall'11 al 17 novembre prossimi, nell'ambito del suo viaggio apostolico in Sudamerica, dopo le tappe in Uruguay e Argentina. Nel Paese dove è stato missionario e vescovo, Leone XIV visiterà quattro città: Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa. La grande gioia e l’attesa della popolazione vengono condivisi con i media vaticani dal cardinale Carlos Castillo, arcivescovo di Lima.

Amico della gente

Per il porporato, il ritorno del Papa nel Paese in cui è stato missionario risponde a una profonda speranza che stava maturando nel cuore del popolo peruviano. "Come arcivescovo di Lima, posso affermare con tutta sincerità che c’è un’enorme attesa per l’accoglienza del Papa", spiega. E ricorda che il Perù è un Paese con una forte tradizione cattolica e che la figura del Papa è accolta come quella di "un vero amico della gente, di tutto il popolo". Il cardinale evidenzia in particolare il legame del Papa con la popolazione di Chiclayo: l’annuncio ufficiale della visita lo scorso 5 agosto  ha soddisfatto le attese che si erano andate creando negli ultimi mesi. "Accogliamo questa notizia non solo con grande gioia, ma anche con una forza vitale che ci spinge a una generosa dedizione alla nostra fede, per accoglierlo e dare nuovo slancio alla nostra esperienza cristiana e cattolica", dice Castillo.

E sottolinea anche il fatto che l’arrivo del Papa avviene in un momento complesso per il Perù, segnato da problemi sociali quali l’insicurezza dei cittadini, gli omicidi su commissione, l’estorsione e diverse situazioni che colpiscono in modo particolare i settori più vulnerabili. In tale contesto, la presenza del Papa può aiutare il Paese a riflettere e a rinnovare il proprio impegno nei confronti della vita, della giustizia e della solidarietà.

Preparativi in corso

Riguardo all’organizzazione della visita, l’arcivescovo di Lima spiega che sono già state istituite commissioni preparatorie nelle quattro città che accoglieranno Leone XIV. "Sono state costituite in modo ottimale e ciascuna si sta organizzando in modo specifico per il proprio compito, al fine di coordinare tutti gli aspetti necessari". Si tratta di commissioni incaricate dei luoghi di incontro, della liturgia, della partecipazione dei diversi settori sociali e dell’organizzazione delle attività pastorali. Grande, poi, la partecipazione dei giovani, delle comunità popolari, delle donne che collaborano nelle mense, delle iniziative delle popolazioni indigene e di vari gruppi che esprimono la ricchezza sociale e culturale del Paese. "Questi preparativi sono molto interessanti perché caratterizzati da grande partecipazione e spirito di iniziativa", afferma il porporato, rimarcando l’impegno profuso nelle diverse province coinvolte. Inoltre, si stanno adottando le misure necessarie per garantire un’accoglienza adeguata e sicura in ogni momento della visita.

Un messaggio di fratellanza, unità e pace per il Perù

Il cardinale Castillo pone in evidenza anche l’importanza dell’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV e della sua concreta applicazione alla realtà peruviana. Per l’arcivescovo, una delle maggiori sfide del Paese è infatti quella di recuperare un’umanità capace di riconoscere la diversità e di costruire l’unità. La diversità del popolo peruviano - afferma - deve essere considerata una ricchezza, mentre l’unità deve diventare un compito comune e ha espresso l’auspicio che il Papa possa condividere una lettura attenta della realtà peruviana alla luce del suo insegnamento sulla fratellanza e la solidarietà. "Sarebbe meraviglioso se potesse mostrarci come percepisce l’attuazione dell’enciclica nella vita peruviana", chiosa il cardinale. Il Papa conosce da vicino le difficoltà che il Paese attraversa e, tra queste, ci sono l’insicurezza, la violenza e la mancanza di attenzione ai bisogni dei più poveri e vulnerabili.

Di fronte a questa realtà, Castillo ribadisce la necessità di recuperare la capacità di azione della società e di rafforzare una Chiesa sinodale, capace di costruire percorsi di incontro. La speranza è che il viaggio apostolico contribuisca a promuovere una pace fondata sul dialogo e sulla riconciliazione. "Che il Santo Padre possa 'disarmarci' - conclude il pastore di Lima - e rendere possibile lo sviluppo, in tutta chiarezza, di una pace disarmata e disarmante".

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

08 agosto 2026, 09:00