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Presentazione dell’Osservatorio della Pontificia Accademia di Teologia nella Sala Marconi a Palazzo Pio Presentazione dell’Osservatorio della Pontificia Accademia di Teologia nella Sala Marconi a Palazzo Pio

L’Osservatorio su IA e ambiente, “laboratorio di carità intellettuale"

Nel pomeriggio di ieri, 18 maggio, la presentazione alla stampa della realtà promossa dalla Pontificia Accademia di Teologia che ha lo scopo, ha spiegato il presidente monsignor Antonio Staglianò, di educare alle questioni dell’ecologia integrale. Ad ottobre in calendario un Forum con esperti di tecnologie digitali

Paweł Rytel-Andrianik - Città del Vaticano

«L’approccio etico all’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie digitali non è sufficiente. Dobbiamo avere un approccio teologico e ciò è possibile soltanto se rifondiamo l’antropologia soggiacente e riaffermiamo la dignità dell’uomo che utilizza la tecnologia». Lo ha spiegato il vescovo Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia (Path), presentando alla stampa — ieri pomeriggio, 18 maggio, a Palazzo Pio, sede dei Media vaticani — l’Osservatorio sul contributo all’ambiente delle tecnologie digitali, promosso dal Consiglio di Alti studi della Path.

Attenzione alla dipendenza dal digitale

Esso «diventerà un laboratorio di carità intellettuale, incoraggiata da Leone XIV sin dall’inizio del suo pontificato e in particolare durante l’incontro con la nostra accademia», ha aggiunto il presule, evidenziando come l’Osservatorio «affronterà non tanto gli aspetti visibili dell’inquinamento ambientale dovuto anche alle tecnologie digitali, ma lavorerà soprattutto sul piano dell’educazione umana alle questioni dell’ecologia integrale umana di cui i Papi si sono fatti interpreti». Come esempi del futuro, il presule ha messo in rilievo «la dipendenza dal digitale, la solitudine estrema delle persone che a causa del digitale sono praticamente disconnesse dalla vita reale, la depressione e il rischio che pochi potenti del mondo approfittino anche del potere della tecnologia digitale a loro disposizione per dominare e disorientare le coscienze».

 

Monitorare la casa comune

Durante la conferenza stampa monsignor Giuseppe Marco Salvati, prelato segretario della Path, ha sottolineato come occorra «conoscere i mali che affliggono l’ambiente e rivalutare l’idea di “essere umano” come soggetto voluto da Dio quale nobile e speciale costruttore di pace e di rispetto fra tutte le creature». «Quando si valutano fenomeni complessi come quello delle innovazioni digitali, questi devono essere misurabili, valutabili e governabili», gli ha fatto eco Maria Siclari, presidente del Consiglio di Alti studi della Path e direttore generale dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Ha aggiunto che monitorare l’ambiente significa, in ultima analisi, monitorare la «casa comune». «L’integrazione con la visione dell’ecologia dell’uomo ci permette di superare una visione puramente formale; il dato ambientale diventa lo strumento per garantire la dignità umana, la salute e la sicurezza delle generazioni presenti e future», ha detto ancora Siclari.

La tecnologia non è una leva neutra

Daniela Alba, avvocato coordinatore del Segretariato di Giustizia sociale ed Ecologia della Compagnia di Gesù durante la conferenza stampa ha dichiarato che le tecnologie digitali amplificano la domanda di materie prime ed energia, «perciò la Dottrina sociale della Chiesa sollecita a considerare anche gli effetti antropologici e morali dell’innovazione e a promuovere uno sviluppo integrale che non lasci indietro i più vulnerabili come le comunità pastorali, gli indigeni e i contadini». Durante la conferenza stampa Maria Vittoria Trussoni di Ntt Data, uno dei più importanti fornitori mondiali di intelligenza artificiale e infrastrutture digitali, ha spiegato che «la tecnologia non è una leva neutra, ma un abilitatore potente che genera a sua volta conseguenze: per questo sostenibilità e innovazione devono essere pensate insieme, come parte integrante delle scelte di progettazione e di business».

L’ambiente, cultura e relazioni

Concludendo, Carlo Simeone, segretario del Consiglio di Alti Studi della Path, ha affermato che l’obiettivo dell’Osservatorio «è quello di gettare ponti di dialogo con i produttori e i consumatori delle nuove tecnologie per ricercare comuni strade di comportamento che preservino l’ambiente. L’ambiente non solo inteso come l’acqua, la terra, il mare, l’aria e il cosmo, ma anche la cultura e le relazioni di cui si alimentano i rapporti tra gli uomini, che tanto sono condizionati dall’uso delle nuove tecnologie». Il prossimo mese di ottobre si terrà un Forum organizzato dalla Path, dal Consiglio di Alti studi e dall’Osservatorio, con la partecipazione di rappresentanti impegnati a vario titolo nel settore delle tecnologie digitali.

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19 maggio 2026, 14:02