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Profughi attendono la distribuzione di cibo nel campo di al-Mohayra, vicino ad El-Obeid, Sud Kordofan Profughi attendono la distribuzione di cibo nel campo di al-Mohayra, vicino ad El-Obeid, Sud Kordofan

Sudan, la Santa Sede all’Onu: “Evitare una nuova tragedia a El Obeid"

L'arcivescovo Balestrero, osservatore permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra, lancia un appello urgente al Consiglio dei diritti umani affinché siano protetti i civili, garantito l’accesso agli aiuti umanitari e avviato senza precondizioni un dialogo per porre fine alla guerra in Sudan

Vatican News

La Santa Sede esprime “grave preoccupazione” per il rapido deterioramento della situazione umanitaria e della sicurezza a El Obeid e nelle aree circostanti del Sudan, dove circa mezzo milione di persone, molte delle quali sfollate provenienti da El Fasher e da altre zone del Kordofan, sono esposte a un’escalation delle ostilità e al rischio imminente di accerchiamento. Lo ha affermato monsignor Ettore Balestrero, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, intervenendo oggi, 3 luglio, durante la discussione urgente del Consiglio dei diritti umani sulla situazione a El Obeid e nelle aree limitrofe.

Proteggere i civili è un obbligo internazionale

Nel suo intervento, il rappresentante della Santa Sede ha richiamato la comunità internazionale alle proprie responsabilità, ricordando quanto accaduto a El Fasher e sottolineando la necessità di impedire che una simile tragedia si ripeta. Balestrero ha ribadito che il diritto internazionale umanitario vincola tutte le parti coinvolte nel conflitto senza eccezioni e che la protezione dei civili, dei luoghi di culto, degli ospedali, degli sfollati e degli operatori umanitari rappresenta un obbligo imprescindibile anche in tempo di guerra.

Un assedio inaccettabile

Particolare allarme è stato espresso per il crescente ostacolo all’accesso degli aiuti umanitari e per le condizioni assimilabili a un assedio che stanno aggravando la carenza di cibo, acqua e carburante, mentre i servizi essenziali della città continuano a essere colpiti. “Affamare la popolazione civile non può mai essere un metodo di guerra”, ha affermato il presule, richiamando le recenti parole di Papa Leone XIV, secondo cui l’accesso a un’alimentazione adeguata costituisce un diritto umano fondamentale. La Santa Sede ha inoltre evidenziato il ruolo strategico di El Obeid come principale corridoio attraverso il quale gli aiuti raggiungono il Darfur e gran parte della regione del Kordofan. Un eventuale isolamento della città, ha avvertito Balestrero, avrebbe conseguenze umanitarie ben più ampie, mettendo a rischio l’assistenza destinata a vaste aree del Paese.

L’impegno umanitario della Chiesa

Nel contesto della crisi, il rappresentante vaticano ha ricordato anche l’impegno della Chiesa cattolica sul territorio nell’assistenza agli sfollati attraverso la distribuzione di cibo e acqua e la fornitura di servizi sanitari e igienici. Ribadendo che “non esiste una soluzione militare alla crisi in Sudan”, la Santa Sede ha rinnovato l’appello del Pontefice alle parti in conflitto affinché depongano le armi e avviino “senza precondizioni un dialogo sincero” per porre fine quanto prima alla guerra. La delegazione vaticana ha infine chiesto il rispetto del diritto internazionale umanitario, la tutela dei diritti umani, la rinuncia a qualsiasi attacco contro El Obeid e l’apertura di corridoi sicuri per consentire il passaggio degli aiuti e l’assistenza alla popolazione civile.

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03 luglio 2026, 17:32