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Gallagher: la Chiesa in Russia sia costruttrice di ponti

Al termine della visita a Mosca del segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali l’incontro con il clero, i religiosi e le religiose e la celebrazione eucaristica nella cattedrale dell’Immacolata Concezione, alla quale hanno preso parte i vescovi cattolici del Paese. Il Vangelo ci chiama “a diventare veri artigiani di pace nel quotidiano”, ha detto l'arcivescovo nel corso dell'omelia

Stefano Leszczynski – Inviato a Mosca

Incontrando il clero, i religiosi e le religiose della comunità cattolica della Federazione Russa, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, ha espresso la propria riconoscenza per la fedeltà con cui viene svolto il servizio pastorale, educativo e caritativo “spesso in condizioni non facili”, così come l’impegno profuso nel promuovere la comunione ecclesiale e il dialogo con gli altri cristiani.

Monsignor Dubinin accoglie l'arcivescovo Gallagher
Monsignor Dubinin accoglie l'arcivescovo Gallagher

L’affetto di Leone XIV per la Chiesa in Russia

Accolto in un’atmosfera di profondo affetto e condivisione, monsignor Gallagher ha esordito facendosi latore del “saluto affettuoso di Papa Leone XIV” a tutta la comunità dei sacerdoti e dei consacrati. Ricordando la comune chiamata alla santità attraverso il Battesimo, “che il Concilio Vaticano II ha posto con forza nel cuore della vita della Chiesa”, l’alto prelato ha ricordato come attraverso la vocazione di ciascuno la chiamata alla santità trovi espressione nella pienezza della carità “alla quale tutti sono chiamati”. La Chiesa cresce e si edifica su testimoni autentici, ha detto Gallagher, rammentando che “a voi è affidata una responsabilità particolare nel rendere visibile, con la vita, il Vangelo che annunciate”. “Dove regnano comunione e unità – ha sottolineato l’arcivescovo – la testimonianza diventa credibile e feconda”.

Impegno pastorale e carità

Affrontando il tema dell’importanza dell’impegno pastorale dei religiosi e dei consacrati, monsignor Gallagher ha rammentato l’invito pronunciato da Papa Francesco ad Assisi a “camminare con il popolo ‘a volte davanti, a volte in mezzo e a volte dietro’ - davanti per guidare, in mezzo per sostenere, dietro per non lasciare indietro nessuno; ma soprattutto camminare insieme, aiutarsi reciprocamente, saper chiedere perdono e perdonare”.

La sfida del dialogo

L’impegno della Chiesa si concretizza anche nel costruire percorsi di dialogo “con le altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane, con le altre religioni, con chi non condivide il nostro camino”. Facendo riferimento all’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV, e al motto da lui scelto In Illo uno unum, monsignor Gallagher ha sottolineato come il dialogo debba realizzarsi senza rinunciare “alla propria identità, ma aprendosi con rispetto alla verità e ai doni presenti nell’altro”.

L'incontro di monsignor Gallagher con il clero, i religiosi e le religiose a Mosca
L'incontro di monsignor Gallagher con il clero, i religiosi e le religiose a Mosca

Costruire ponti per la pace

La Chiesa è infine chiamata ad essere operatrice di pace e costruttrice di ponti. Una missione che lo stesso Papa Leone ha voluto affidarle all’inizio del pontificato “parlando di ‘pace disarmata e disarmante, umile e perseverante’. Costruire un ponte significa riconoscere la distanza tra due sponde - la divisione, l'odio, l'incomprensione - e rifiutare che essa sia insuperabile", ha detto monsignor Gallagher prima di chiedere l’intercessione della Madre di Dio, patrona dell’Arcidiocesi, “affinché ci conceda di contribuire all’edificazione di un mondo nel quale regnino amore giustizia e pace”.

La celebrazione eucaristica

Al termine dell’incontro con il clero, i religiosi e le religiose, Gallagher ha presieduto nella cattedrale di Mosca dedicata all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria una Messa solenne con i vescovi cattolici del Paese. Nella cattedrale gremita di fedeli insieme al nunzio monsignor Giovanni d’Aniello e al consigliere di Nunziatura, monsignor Mislav Hodzic, hanno concelebrato monsignor Joseph Werth, l’amministratore apostolico monsignor Nikolai Dubinin e monsignor Stephan Lipke.

Essere il sale della terra

In un’atmosfera di grande raccoglimento ed emozione, monsignor Gallagher ha esordito nella sua omelia riferendo l’incoraggiamento del Papa “a continuare, con sempre maggiore slancio, il cammino di fede” della comunità cattolica nella Federazione Russa. Poi è tornato sul tema della costruzione della pace: “Qui con voi, in questa solenne celebrazione – ha detto il presule – è rappresentata la Chiesa universale: proveniamo da Paesi, culture e storie diverse, siamo riuniti qui, nel cuore di Mosca, come un’unica famiglia unita dall’identica fede in Dio”.

La Messa di Gallagher nella cattedrale dell'Immacolata Concezione
La Messa di Gallagher nella cattedrale dell'Immacolata Concezione

La via del dialogo e della pace

“Vivere il Vangelo – ha aggiunto monsignor Gallagher nella sua omelia – significa anche camminare insieme per il bene comune attraverso la via maestra del dialogo e della pace”. Il dialogo autentico, ha ribadito ricordando il dialogo di Gesù con la Samaritana al pozzo, “non è mai un compromesso che annulla la propria identità, ma un incontro di cuori”. Nel Vangelo è la spinta a cercare instancabilmente ciò che unisce, “la nostra collaborazione sociale, il servizio ai poveri, ai malati, agli smarriti e a chi soffre non conosce confini confessionali”. Così si realizza anche l’invito di Papa Leone XIV “a diventare veri artigiani di pace nel quotidiano”, costruendo “ponti di dialogo e di comprensione, disarmando i cuori e guarendo le ferite con la prossimità, il perdono e la gentilezza”.

Proseguire nella missione

L’incontro di monsignor Paul Richard Gallagher con i vescovi è proseguito infine attraverso un’agape fraterna offerta in suo onore nei locali della Curia arcidiocesana. Al termine della quale, il presule ha esortato i vescovi a continuare con sempre rinnovato slancio la loro missione pastorale.

Un momento della celebrazione
Un momento della celebrazione

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27 agosto 2026, 19:30